Il tensore è essenzialmente un rivelatore di flusso quindi un mezzo di comunicazione basico.
Se selezioniamo nel sistema ECC la matrice del virus del comune raffreddore e poniamo il tensore tra il soggetto da analizzare e la nostra macchina ECC, non facciamo altro che attivare uno schema di ricerca per confronto tra la matrice ECC selezionata nella macchina e l’eventuale schema elettronico dello stesso tipo eventualmente presente nell’organismo che stiamo verificando.
Se il tensore rimane fermo significa che la matrice selezionata nella macchina non trova alcuna corrispondenza nell’organismo biologico che stiamo testando che non ospita al suo interno nessun virus del raffreddore.
Se invece, il tensore comincia ad oscillare in un piano orizzontale compreso tra la macchina ECC e il soggetto che stiamo analizzando la matrice quantica del virus del raffreddore ho trovato una corrispondenza nell’organismo che stiamo analizzando: quindi l’organismo ospita virus del raffreddore.
È importante sottolineare che la sensibilità della macchina ECC è tale che può rilevare anche pochi virus, al contrario dei comuni esami di laboratorio che sono in grado di rilevare solo concentrazioni importanti del virus.
Questo significa che il soggetto analizzato può presentare sintomi evidenti del raffreddore quando la presenza del virus relativo è importante, oppure non presentare alcun sintomo evidente se nell’organismo la presenza del virus è limitata o allo stadio iniziale.
Confrontare la matrice con elementi eventualmente presenti nell’organismo è il sistema più semplice ed efficace per ottenere dati certi.
Prendendo ad esempio la bilancia i modelli che forniscono indicazioni sul peso sono estremamente complessi e difficili da realizzare mentre la bilancia più semplice è quella a due piatti che confronta quanto intendiamo pesare con uno o più pesi noti in valore.
La bilancia a due piatti può indicare solo la parità fra i pesi noti e la massa sconosciuta con i piatti che si stabilizzano al medesimo livello oppure può indicare una differenza di peso attraverso i piatti sbilanciati fra loro ma senza dare indicazioni sul peso della massa se non nel caso di confronto equilibrato con i pesi noti.
Il confronto è un metodo semplice ed affidabile che fornisce un responso semplice ma di grande valore e d efficacia: il virus del quale stiamo confrontando la matrice è presente o assente nell’organismo che analizziamo.
L’analisi per confronto è semplice e fornisce un responso inequivocabile: SI o NO.
Ma il flusso di comunicazione quantistico è bidirezionale e quando le analisi vengono prolungate dall’operatore, destano l’interesse del genoma che provvede a verificare la situazione con sistemi propri e del tutto indipendenti.
Quando il genoma che gestisce l’organismo verifica che il problema al centro delle indagini ECC esiste e lo classifica come eliminabile il flusso di dati viene alterato per confermare l’intervento del genoma stesso che tenterà di provvedere a risolverlo.
L’intervento del genoma è completamente indipendente e non è detto che possa avvenire o sia risolutore: a volte l’organismo non dispone di quanto necessario oppure non riesce ad attivare le difese corporee debilitato da età o condizione fisica carente.
In questi casi ha bisogno di essere aiutato con terapie farmacologiche o chirurgiche che il medico può stabilire.
Quando il genoma è d’accordo sulla valutazione del problema il flusso di comunicazione cambia e i movimenti del puntale lo indicano divenendo rotatori alternati.



Anche l’ago delle bussole si trova immerso in un flusso di informazioni generato dal campo magnetico terrestre che lo influenza con piccole correzioni o oscillazioni ma quando si raggiungono i poli l’ago inizia a ruotare definendo una nuova condizione del campo.
In conclusione il miglior medico in assoluto è il nostro genoma che quando i sistemi ECC con le loro analisi ne richiamano l’attenzione cerca di risolvere il problema se lo riconosce tale.
Ma questo avviene in tempi e modalità che solo il genoma stabilisce e avviene se l’organismo dispone del tempo e delle risorse indispensabili.
I medici possono intervenire con terapie farmacologiche o chirurgiche per facilitare l’intervento del genoma che potrebbe non essere in grado di superare il problema.
Quindi anche se i sistemi ECC non curano sono però decisivi nel fornire indicazioni al genoma e ai medici per risolvere i problemi e rimuovere le cause effettive.
Protocollo di analisi
L’operatore è l’osservatore quantistico quindi è parte dell’evento e per minimizzare la sua influenza nelle misure deve utilizzare un protocollo preparatorio specifico che sarà descritto in dettaglio.
L’influenza dell’operatore si concentra sulla velocità delle analisi e non sul loro risultato che non cambia, ma l’operatore deve fare molta attenzione perché un esito poco reattivo che tarda a manifestarsi potrebbe essere scambiato per un risultato negativo quando invece non lo è.
Dopo aver eseguito la preparazione l’operatore attiva il sistema ECC, in questo esempio su un tablet, selezionando nel sottogruppo specifico il virus del raffreddore che viene opportunamente confermato dal sottofondo giallo.
Quindi si dispone il tensore tra il sistema ECC e l’organismo da analizzare, in questo esempio un corpo umano.
Se il tensore rimane fermo senza oscillare significa che la matrice realizzata in laboratorio e selezionata non ha trovato corrispondenza quindi l’organismo che stiamo analizzando NON ospita alcun virus del raffreddore.

Se invece viene rilevata una corrispondenza il tensore comincia ad oscillare sul piano orizzontale compreso tra il sistema ECC e il soggetto in analisi.

In questo caso il tensore può oscillare poco effettuando piccoli movimenti quando il numero di virus trovato è modesto, oppure può oscillare con movimenti anche molto ampi nel caso il numero di virus trovato sia importante.
L’ampiezza di oscillazione della parte mobile del tensore può essere messa in relazione diretta con il numero dei virus identici alla matrice in prova rilevati.
P iccole oscillazioni significano pochi virus rilevati quindi il soggetto non presenta sintomi caratteristici della patologia.
O scillazioni ampie rilevano un numero importante di virus e il soggetto presenta già o presenterà entro breve tempo i sintomi caratteristici del raffreddore in atto.

Cosa succede se l’analisi viene prolungata
Il tensore, con il suo comportamento indica all’operatore cosa succede:
- se la punta estrema del tensore rimane ferma il responso è negativo
- se la punta oscilla, generalmente in un piano orizzontale compreso fra il sistema ECC e il soggetto analizzato, il responso è positivo quindi in questo esermpio nell’organismo sono presenti alcuni virus del tipo selezionato
- una oscillazione più ampia fornisce una indicazione di importanza maggiore e quindi indica che i virus rilevati sono molti
A questo punto l’analisi è completa e ha già fornito il dato richiesto che, come abbiamo visto, può essere: nessun virus (caso a), presenza di virus (caso b), presenza di molti virus (caso c).
Terminata l’analisi l’operatore può iniziarte a dialogare con il genoma organico semplicemente continuando la sua analisi.
Quando un’analisi viene prolungata questo richiama l’attenzione del genoma dell’ìorganismo che risponde a questa sollecitazione eseguendo immediatamente una verifica della situazione.
La risposta del genoma viene trasmessa dal flusso quantico e l’operatore può percepirla attraverso specifici movimenti del tensore.
- La situazione più comune dopo un’analisi prolungata è rappresentata da una rotazione, che generalmente si alterna tra senso orario e antiorario: questo indica che l’organismo ha valutato l’analisi effettuata, concorda sui risultati e cercherà anche (con i suoi specifici modi e tempi) di risolvere il problema.
Infatti quando l’operatore insiste continuando ad analizzare il soggetto, l’organismo reagisce andando a verificare cosa sta succedendo ed in particolare l’oggetto dell’analisi che sta eseguendo l’operatore.
Se l’organismo verifica una rispondenza, cioè nel nostro esempio rileva l’effettiva presenza degli agenti patogeni indicati cioè i virus del raffreddore e li identifica come estranei oppure ostili rispetto al proprio organismo, il genoma risponde modificando le oscillazioni del tensore la cui parte mobile inizia a ruotare prima in un senso e poi in quello opposto cioè il tensore cessa di oscillare entro il piano orizzontale e inizia a ruotare alternativamente in senso orario e antiorario.
Anche in questo caso l’ampiezza delle rotazioni può essere messa in relazione alla validazione da parte dell’organismo delle informazioni ricevute: maggiore è l’angolo di deflessione delle rotazioni, maggiore il consenso del genoma dell’organismo per le informazioni ricevute.
Dobbiamo ricordare che i sistemi ECC possono solo eseguire analisi ma NON curano quindi se iniziano le rotazioni del tensore significa che l’organismo, incuriosito dall’insistenza delle analisi effettuate dall’operatore, ha verificato l’effettiva presenza dei virus del raffreddore.
In questo caso se l’organismo ritiene che questi agenti patogeni possano rappresentare un pericolo può, a proprio insindacabile giudizio, attivare le proprie difese ed in particolare il sistema immunitario che marchia i patogeni e invia i globuli bianchi a distruggerli.
Queste fasi sono totalmente fuori del controllo dei sistemi ECC e dell’operatore che può solo prendere nota di quanto avviene senza alcuna possibilità di intervenire.
Dopo che le analisi ECC hanno identificato i virus e l’organismo ne abbia confermato la presenza è possibile che il corpo stabilisca che questi patogeni debbano essere distrutti e si occupi di farlo oppure decide di non intervenire.
La risposta del genoma è completamente fuori del controllo dell’operatore e del Sistema ECC e, al momento, i nostri ricercatori non sono in grado di comprendere i meccanismi e le scelte del genoma.
Naturalmente vengono fatte alcune impotesi:
(I°) i virus sono pochi e il genoma non li considera una minaccia tale da doversene occupare
(II°) la minaccia potenzialmente rasppresentata dai virus non ha la priorità necessaria a catturare l’attenzione del genoma che si sta occupando di altre questioni che vengono valutate come prioritarie
(III°) i virus costituiscono una minaccia reale ed immediata e viene allarmato il sistema immunitario per la loro distruzione
(IV°) i virus sono minacciosi ma il genoma non dispone delle risorse per contrastarli, inizia a farlo ma non è in grado di completare la distruzione dei patogeni oppure riesce a farlo in tempi lunghi oppure è necessario un aiuto farmacologico
Naturalmente molto dipende dalla complessità della minaccia, dalla possibilità per il genoma di concentrarsi sullo specifico problema, dalla situazione dell’organismo in termini di reattività, ecc.
Anche in questa fase sistemi e operatore non possono intervenire e tutto rimane nella discrezionalità dell’organismo.
In linea di massima organismi giovani e reattivi sono in grado di distruggere facilmente agenti patogeni in numero non eccessivamente importante mentre gli altri richiedono di essere assistiti da terapie farmacologiche mirate.
La verifica della terapia
Una pratica molto comune è l’antibiogramma.
Un antibiogramma è un test di laboratorio utilizzato per determinare a quali antibiotici un batterio è sensibile, intermedio o resistente.
Questo test aiuta il medico a scegliere l’antibiotico più efficace per trattare una specifica infezione batterica.
L’antibiogramma è molto importante perché riduce l’uso inutile di antibiotici e contrasta l’antibiotico-resistenza anche se è un esame complesso che dura ore o giorni.
Si preleva un campione biologico dalle urine, dal sangue, attraverso un tampone, ecc. per consentire di isolare Il batterio in coltura specifica sulla quale si testano diversi antibiotici misurando quindi l’effetto risultante attraverso le dimensioni delle zone di inibizione della crescita misurate.
La risposta viene classificata come:
- S = Sensibile
- I = Intermedio
- R = Resistente
L’antibiogramma si utilizza nella infezioni urinarie, respiratorie, cutanee, in caso di ferite, sepsi, ecc. per determinare le famiglie di antibiotici alle quali lo specifico batterio è sensibile.
Anche se l’operatore rimane sostanzialmente uno spettatore non potendo in alcun modo influenzare il genoma e le sue scelte, è però in grado di verificare cosa sta succedendo sempre attraverso i Sistemi ECC.
Nel caso che il medico abbai stabilito un intervento terapeutico, ad esempio farmacologico, i Sistemi ECC possono essere utilizzati per verificare immediatamente l’efficacia della terapia scelta sempre analizzando il flusso quantico che si istaura tra il farmaco, selezionato dal medico, e il paziente.
Se il tensore oscilla il prodotto farmaceutico risulterà essere utile nella situazione specifica mentre se il tensore rimane immobile la terapia non avrà alcun effetto positivo ma solo possibili effetti collaterali indesiderati.
In generale ogni terapia possiede un prezzo quindi evitare di pagare questo prezzo è sempre molto importante.
Il flusso quantico indica anche quando la terapia ha completato il suo ciclo e può essere interrotta: questo è particolarmente importante nelle terapie con antibiotici.
In un caso di infezione da virus gli antibiotici vengono, a volte, prescritti solo per assicurare unba compertura efficace nel caso, l’organismo del paziente indebolito, possa sviluppare una infezione batterica collaterale.
Evidentemente si tratta di una sorta di paracadute che viene utilizzato nel caso possa servire ma ogni terapia ha comunque un prezzo e i Sistemi ECC possono verificare facilmente se esiste anche una infezione batterica suggerendo solo inquesto caso di intervenire con gli antibiotici.
Quando i patogeni si concentrano
I Sistemi ECC non sono minimamente invasivi e questo consente di effettuare una ampia e particolarmente accurata sperimentazione su molti aspetti che normalmente vengono considerati secondari e disattesi.
Durante la sperimentazione sui patogeni i ricercatori hanno potuto verificare che gli agenti patogeni tendono a concentrarsi in colonie nel corpo ospite.
Questi nuclei di agenti patogeni possono essere identificati dall’operatore che può rilevare la loro posizione attraverso i movimenti del tensore che avvicinandosi diventano più ampi.
Questa possibilità è estremamente importante perché una concentrazione di agenti patogeni in un punto specifico generalmente produce anche effetti dolorosi locali che frequentemente vengono attribuiti a cause diverse ma che in realtà costituiscono effetti collaterali di infiammazioni localizzate generate da colonie di patogeni che si nidificano nel punto specifico.
L’organismo umano, e naturalmente anche animale, deve gestire miliardi di cellule e milioni di funzioni diverse e, a volte, non riesce a gestire correttamente la presenza di patogeni che prosperano indisturbati,
In questi casi l’analisi ECC conduce alla identificazione di questi nuclei di patogeni sia come tipo che come posizione.
L’analisi ECC induce anche una analisi approfondita da parte dell’organismo che, se li riconosce come ostili o semplicemente estranei li contrasta ed elimina quando possibile.
Generalmente i macrofagi eliminano i patogeni ma l’organismo può utilizzare anche altri sistemi come l’isolamento e l’interruzione delle possibilità di nutrimento.
Quando l’organismo rileva la presenza di cellule malformate o danneggiate o deviate, comprese quelle tumorali, le isola lasciandole letteralmente morire di fame per poi, infine, eliminarle espellendole dal corpo con le feci o l’urina dopo averle raccolte attraverso il sistema linfatico.
Le concentrazioni di agenti patogeni possono causare fitte e dolori localizzati che spesso vengono erroneamente scambiati per dolori di origine muscolare mentre, in realtà, sono danni collaterali della concentrazione localizzata di agenti patogeni.
Le patologie
Oltre alle matrici caratteristiche degli agernti patogeni, sono state realizzate nei nostri laboratori anche matrici per le patologie.
Una patologia è essenzialmente un malfunzionamento cellulare o organico e il corpo che si è negli anni autocostruito tende, una volta edotto sull’esistenza del problema ad intervenire per riparare il malfunzionamento.
Anche in questo caso i sistemi ECC e gli operatori non sono in grado di intervenire e tutto rimane nella disponibilità e a discrezione del corpo.
Nelle catene del DNA è presente l’intero progetto del sistema organico, il modo per svilupparlo e naturalmente anche quello per ripararlo.
Tuttavia ogni organismo è talmente complesso da richiedere per il proprio funzionamento tutta l’attenzione del sistema di coordinamento che i nostri scienziati chiamano genoma.
Il genoma, letteralmente oberato di compiti, a volte può non accorgersi dell’insorgenza di un problema, della presenza di un patogeno nocivo, di una patologia che lede il corretto funzionamento del corpo oppure del degrado o del danneggiamento di un organo che non è più in grado di assolvere alle sue funzioni originarie.
Tutti questi problemi possono, a volte, rimanere sconosciuti e quindi il genoma non avvertendoli semplicemente non se ne occupa.
In questi casi i sistemi ECC svolgono una funzione di caccia ai problemi e possono allertare il genoma che attraverso il sistema immunitario oppure altri meccanismi biologici interviene.
Questi interventi sono oltre qualsiasi controllo dei sistemi ECC mentre il genoma decide se e come intervenire senza alcuna possibilità di essere anche solo indirizzato.
Il genoma ha, negli anni costruito il corpo e quindi conosce perfettamente il sistema per risolvere il problema una volta riconosciuto come tale ma a volte non dispone o non dispone più dei mezzi per farlo anche quando vorrebbe risolverlo.
In questi casi i medici possono fornire terapie farmacologiche o, in alcuni casi, addirittura chirurgiche, di sostegno per aiutare il genoma a risolvere la situazione.
In conclusione per intervenire efficacemente ed eliminare guasti, malfunzionamenti e patologie l’organismo deve riconoscere correttamente il problema, stabilire i sistemi efficaci di intervento e disporre delle risorse necessarie per riparare i danni.
Quando questi step fondamentali sono carenti anche solo parzialmente il corpo non può ripararsi o rigenerarsi e il problema rimane o si aggrava.
In questi casi è assolutamente indispensabile un intervento di supporto stabilito dai medici che può essere chirurgico oppure farmacologico.
Molto importante è la variabile biologica: un organismo giovane reagisce molto più rapidamente rispetto ad uno in età avanzata e anche le condizioni generali e lo stato d’animo influiscono molto sulle capacità di guarigione autonoma o assistita.
Il genoma viene molto influenzato dall’atteggiamento generale: quante volte abbiamo sentito di persone che aggrappandosi alla vita con la forza di volontà hanno superato situazioni critiche definite senza speranza e quante volte abbiamo sentito persone che hanno smesso di lottare e lasciandosi andare hanno peggiorato rapidamente.
Recentemente i ricercatori italiani hanno identificato nel cuore decine di migliaia di cellule neuronali e potremmo ipotizzare che anche altri organi di importanza critica potrebbero contenere neuroni ed essere quindi influenzati da una volontà forte e da desideri importanti.
Alcune patologie possono essere riparate dell’organismo, come ad esempio l’aumento di volume anomalo di alcuni organi o parte di essi.
Ad esempio abbiamo potuto verificare casi di prostatite causata da aumento della porzione dell’organo che sono stati riportati a dimensioni normali direttamente dall’organismo senza la necessità degli usuali interventi chirurgici.
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