L’entanglement è un fenomeno che non esiste nella fisica classica secondo il quale particelle fisiche possono costituire insiemi o sottoinsiemi correlati (entangled), con la conseguenza che una misura effettuata su una particella è valida per ogni altra particella correlata indipendentemente dalla distanza che separa le particelle che possono essere adiacenti oppure a migliaia di Km di distanza senza che ci siano differenze nella loro correlazione quantistica.
L’entanglement è certamente un fenomeno controintuitivo per la meccanica fisica classica poiché sottintende correlazioni senza limiti di distanza e quindi la non localizzazione dell’universo fisico.
Secondo la fisica quantistica un sistema costituito da due o più particelle caratterizzate da valori globali comuni costituisce un campo coerente e ogni valore misurato su una particella è identico per tutte le altre e ogni alterazione su una singola particella influenza istantaneamente il corrispondente valore di tutte le altre indipendentemente, come sperimentalmente dimostrato, indipendentemente dalla distanza fra le particelle stesse.
La teoria della meccanica quantistica nota come interpretazione di Copenaghen, comprende e fonde insieme aspetti locali definiti dalla teoria dei campi coerenti e aspetti non locali definiti dall’entanglement rifiutando il principio di realtà.
Il principio di realtà fisica è l’idea classica che la realtà esiste indipendentemente dall’osservatore e implica che gli oggetti fisici possiedono proprietà intrinseche immutabili mentre nella fisica quantistica l’osservatore è parte del sistema e influisce in modo determinante su quanto osserva e sulle caratteristiche fisiche di quanto viene osservato o analizzato.
La meccanica quantistica ha dimostrato di poter eseguire analisi corrette fino ad una precisione mai raggiunta prima e le correlazioni associate al fenomeno dell’entanglement quantistico sono state effettivamente osservate e sperimentalmente dimostrate.
I sistemi ECC di elettroni appartenenti a campi coerenti utilizzano queste proprietà per ottenere misure certe e affidabili anche se a volte con metodi e principi controintuitivi se valutati attraverso la fisica classica di Galileo e Newton.
L’iniziale opposizione di Einstein
La fisica quantistica è spesso contro intuitiva e frequentemente contraddice assunti che molti ritengono validi e indiscutibili.
Anche grandi menti e affermati scienziati hanno faticato a comprendere e accettare in tutto o in parte la fisica dei quanti.
Un esempio noto ha visto protagonista Albert Einstein che ha ritenuto per decenni che i principi quantistici togliessero validità alle sue teorie sulla relatività e ha cercato per lungo tempo di smontarle sfruttando il proprio prestigio personale per convincere anche due scienziati a supportarlo.
Tuttavia non è riuscito nel suo intento e dopo molti anni ha ceduto all’evidenza quantistica.
In effetti alcuni passaggi della teoria della relatività ristretta sembrano entrare in conflitto con le teorie quantistiche e sarà solo la teoria dei campi coerenti che permetterà di coordinare la relatività e i principi quantistici anche se entrambe le teorie devono ancora essere ulteriormente sviluppate.
L’errore compiuto dal grande scienziato era di ritenere valido aprioristicamente il principio di realtà fisica tranciato dalla fisica quantistica che correla ogni cosa e rende inconcepibile l’esistenza indipendente degli oggetti che non possiedono proprietà intrinseche immutabili ma determinate dall’osservatore che influisce in modo determinante su quanto osserva e analizza.
Per Einstein, inoltre, la velocità della luce rappresenta una costante universale e non può essere superata in quanto oltre tale velocità la massa si trasforma in energia secondo la nota formula:
E = mc2
nella quale c rappresenta proprio la velocità della luce pari a 300.000 Km/sec.
Questa velocità, pur enorme rispetto agli standard e alla percezione umana, è comunque una velocità di valore finito ma il principio dell’entanglement dimostra che le alterazioni e le analisi effettuate su una particella sono istantaneamente verificabili in ogni altra particella del medesimo campo coerente e questo significa che si trasmettono istantaneamente quindi superando di fatto la velocità della luce che non è più un limite invalicabile.

Particelle del medesimo campo coerente sono correlate e interagiscono istantaneamente anche a distanza enormi e queste azioni immediate si trasferiscono fra le particelle superando la velocità della luce che non è un limite invalicabile ma un parametro locale.
Per la nostra mente è molto difficile comprendere la possibilità di trasferimenti istantanei in quanto siamo abituati a concepire una realtà legata sequenzialmente al tempo che scorre immutabile in un unica direzione dominando uno spazio a tre dimensioni.
Probabilmente il tempo è di fatto una quarta dimensione variabile come X, Y e Z e sperimentalmente abbiamo già verificato che il tempo scorre diversamente in relazione alla velocità.
Ad esempio se scegliessimo di seguire due fratelli gemelli dei quali uno solo viaggiasse a lungo ad alta velocità nello spazio, questo tornerebbe sulla Terra più giovane rispetto al suo gemello.
Questa caratteristica del tempo di rallentare in relazione alla velocità è stata già dimostrata sperimentalmente confrontando orologi estremamente precisi ed identici dei quali uno viene mantenuto sulla Terra mentre l’altro viene allocato su un satellite nello spazio che viaggia a circa 8 Km/sec.
La creazione dei cronometri al quarzo, estremamente precisi perché sfruttano per misurare il tempo le oscillazioni dei cristalli di quarzo ha permesso di raggiungere precisioni di qualche secondo all’anno ma gli orologi atomici che sfruttano le caratteristiche degli atomi di idrogeno hanno precisione inferiore ad un secondo su 3 milioni di anni con un peso di 18 Kg e un consumo energetico di 60 watt.
Nei prossimi anni dovremo rivedere completamente il concetto universale in un nuovo connubio fra realtà fisica e realtà locale che probabilmente porterà certamente alla realizzazione di sistemi di trasporto istantanei di caratteristiche molto superiori a quelle previste dalla fantascienza attuale.
Adesso gli operatori, che sono di fatto osservatori, devono imparare a limitare il più possibile la loro influenza sulle analisi per mantenerle oggettive il più possibile.
Abituarsi a minimizzare la propria influenza di osservatori durante le analisi rappresenta per gli operatori lo scoglio maggiore per l’uso dei sistemi ECC.
Misurare con la massima precisione possibile è sempre stato fondamentale: per le lunghezze ci si riferisce al metro campione unità di misura base per le lunghezze nel sistema internazionale (SI).
Il metro viene definito come frazione del meridiano terrestre e nel 1889 come la distanza tra due linee incise su una barra di platino-iridio conservata a temperatura e umidità stabili nel museo dei Pesi e delle Misure di Sèvres in Francia vicino a Parigi.
La definizione attuale è invece basata sulla fisica quantistica che offre analisi e misure molto più precise rispetto a quella classica: quindi il metro campione è la distanza percorsa nel vuoto dalla luce del laser He-Ne (Elio – Neon) in 1/299.792.458 secondi.
Questa definizione si basa quindi sulla velocità della luce che viene considerata una costante in tutto l’universo quindi stabile e immutabile.
Teorie a confronto
La teoria della fisica quantistica dei campi coerenti è un concetto molto diverso dalla teoria quantistica dei campi perché fondamentalmente propone l’importanza della coerenza cioè della proprietà fisica che permette ad entità anche diverse ma appartenenti ad un ambito sostanzialmente comune di agire in sincronia e di scambiarsi informazioni, caratteristiche e comportamenti.
In fisica, la coerenza è stata inizialmente riferita a gruppi di onde che possiedono una fase comune e una correlazione temporale in grado di assumere ulteriori comportamenti comuni con tutto il gruppo di onde che inizia ad oscillare insieme, in modo coordinato, mantenendo una relazione di fase costante nel tempo come avviene nella luce del laser che emette un fascio coerente e coordinato rispetto alle altre fonti luminose che irradiano luce incoerente.
La differenza principale tra la luce di una comune sorgente luminosa puntiforme come una lampadina e la luce laser risiede nella natura del fascio emesso: la lampada emette molte lunghezze d’onda in ogni direzione mentre il laser una lunghezza d’onda unica a fascio concentrato.
Un fascio di luce laser rimane concentrato anche a enormi distanze: un fascio laser diretto dalla Terra verso la luna è arrivato sulla superficie lunare ancora concentrato in pochi centimetri mentre la luce della lampadina si diffonde in tutte le direzioni in modo caotico anche se assistita da sistemi ottici che ne concentrano il fascio.
La luce ordinaria emessa da una sorgente puntiforme come quella di una lampadina è multicromatica composta da una varietà di frequenze e lunghezze d’onda che si diffonde in tutte le direzioni perché non è coerente, ovvero le onde luminose non sono sincronizzate tra loro.
La luce laser viene emessa ad una singola lunghezza d’onda, con una specifica frequenza creando un fascio altamente concentrato verso una direzione precisa, composto di fotoni sincronizzati con le onde luminose che viaggiano insieme in linea retta, con una diffusione quasi nulla.
In estrema sintesi la luce laser è una luce ordinata e concentrata, mentre la luce di una lampadina è disordinata e diffusa.
La luce laser è utilizzata in molte applicazioni che richiedono precisione, compresa la scansione dei codici a barre, i laser chirurgici, i puntatori e la sua direzionalità e coerenza permettono di dirigere il raggio di luce del laser con estrema precisione e di amplificare il suo effetto sino ad essere utilizzato per comunicazioni, misurazioni e persino saldatura e taglio di metalli e diamanti.
La teoria dei campi coerenti stabilisce che la coerenza può trasmettere informazioni tra diversi livelli della realtà, da particelle subatomiche sino a macro organismi viventi purché appartenenti tutte allo stesso dominio e che questa trasmissione è istantanea.
Quindi se un elemento, semplice o complesso, entra in possesso di una informazione questa viene immediatamente condivisa fra tutti gli elementi dello stesso campo coerente.
Secondo alcuni ricercatori, come Edenwell, la coerenza è una proprietà fondamentale dell’universo, che lo rende capace di creare ordine e organizzazione a tutti i livelli.
La teoria dei campi coerenti, che è stata sperimentalmente verificata in alcuni ambiti specifici, amplia ed evolve la teoria fisica dei campi o QFT che descrive il comportamento delle particelle elementari e le loro interazioni attraverso i campi.
La QFT è un modello molto accurato per la descrizione di molte interazioni fondamentali dell’universo, ma non è sempre in grado di spiegare fenomeni che coinvolgono la coerenza su scale più ampie, come quelli che interessano gli organismi viventi mentre il modello dei campi coerenti è in grado di farlo.
Ecco una spiegazione chiara, completa ma accessibile della QFT — Quantum Field Theory (Teoria Quantistica dei Campi), uno dei pilastri fondamentali della fisica moderna.
La QFT è la teoria fisica che unisce meccanica quantistica e relatività speciale, descrivendo l’universo non come popolato da particelle separate, ma come composto da campi quantizzati che riempiono lo spazio.
Le particelle non sono singoli elementi ma eccitazioni locali di campi fondamentali.
Ad esempio un fotone è un’onda/quantizzazione del campo elettromagnetico e un elettrone è un’eccitazione del campo dell’elettrone.
La meccanica quantistica funziona per sistemi con poche particelle o che si spostano a velocità vicine a quella della luce ma non è in grado di spiegare i processi di creazione e annichilazione di particelle, i fenomeni delle collisioni di particelle ad alte energie e unire relatività e quantistica spiegando forze fondamentali come quella elettromagnetica, forte e debole.
La QFT nasce proprio per risolvere questi problemi sull’idea
base che tutto è un campo e ogni punto dello spazio possiede un valore dei campi fondamentali.
La quantizzazione impone a questi campi di avere: stati energetici discreti, fluttuazioni del vuoto, particelle come quanti
Questo porta a concetti apparentemente paradossali come:
particelle che emergono dal vuoto
coppie particella–antiparticella
entanglement su scala di campo
🎯 Come descrive le interazioni?
Le forze non sono “spinte” misteriose, ma scambi di particelle mediatrici (bosoni di gauge):
Interazione Mediatore Teoria QFT
Elettromagnetica Fotone QED
Debole W⁺, W⁻, Z⁰ Teoria elettrodebole
Forte Gluoni QCD
Gravitazionale (non ancora quantizzata) gravitone? non esiste ancora una QFT completa
Nella QFT, quando due particelle interagiscono, i loro campi “si parlano” tramite scambio di bosoni.
📈 Diagrammi di Feynman
Sono rappresentazioni grafiche dei termini matematici che descrivono le interazioni quantistiche.
Non sono disegni fisici reali, ma un modo per calcolare probabilità di processo.
🔬 Il Modello Standard: una QFT di successo
La teoria quantistica dei campi forma la base del Modello Standard, che descrive tutte le particelle note (tranne la gravità).
Include:
QED (elettromagnetismo)
QCD (forza forte)
Teoria elettrodebole (fusione di QED + forza debole)
Il campo di Higgs (responsabile della massa delle particelle)
Il bosone di Higgs è l’eccitazione quantistica del campo di Higgs.
📚 Come funziona matematicamente (in breve)
La QFT combina:
- Operatori di campo
Applicati sul vuoto creano o distruggono particelle.
- Lagrangiana e principio di minima azione
Definisce come i campi si muovono e interagiscono.
- Simmetrie (gruppi di gauge)
Stabiliscono le forze attraverso campi di gauge: SU(3) × SU(2) × U(1).
- Rinormalizzazione
Procedura per rendere finite le quantità che altrimenti divergerebbero nei calcoli.
🧪 Dove entra in gioco la QFT nella vita reale?
acceleratori di particelle (LHC)
laser e dispositivi fotonici
semiconduttori (effetti quantistici collettivi)
metodi usati anche nella fisica dello stato solido (es. teoria di Landau)
tecnologie quantistiche emergenti
🧾 In breve
La QFT descrive l’universo come campi quantistici, non particelle isolate.
Le particelle sono eccitazioni di questi campi.
Le interazioni sono scambi di bosoni di gauge.
La QFT è la base del Modello Standard.
È la teoria più precisa mai costruita dall’umanità (es: QED).
Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che la proprietà della coerenza possa essere coinvolta in fenomeni anche molto complessi come l’attività cerebrale, la comunicazione tra le cellule, la guarigione da patologie e altro ancora.
La teoria dei campi coerenti viene considerata anche come un contributo alla teoria del tutto secondo la quale tutte le forze e le interazioni fondamentali dell’universo sono parte di un unico quadro e che i campi coerenti possano farci comprendere la natura della coerenza stessa e come essa possa giocare un ruolo fondamentale nell’unificazione di tutte le forze dell’universo anche attraverso meccanismi istantanei che quindi superano il limite della velocità della luce.
La teoria dei campi coerenti ha conciliato fisica quantistica e relatività speciale enfatizzando la coerenza come principio organizzatore di tutto l’universo oltre che come mezzo per la trasmissione di informazioni e rappresenta un’ulteriore avvicinamento tra la fisica quantistica e la vita stessa quando viene applicato alle cellule e agli organismi viventi di qualsiasi complessità.
Tutti conoscono la luce che illumina, riscalda con le radiazioni infrarosse e attiva la fotosintesi e altri processi organici con le frequenze ultraviolette ma la luce coerente del laser diviene in grado di tagliare acciaio e diamanti e ogni materiale anche durissimo, dimostrando come la coerenza possa trasformare profondamente gli effetti fisici.
Le analisi attraverso la comunicazione digitale
I sistemi ECC hanno dimostrato che la correlazione fra particelle è costituita principalmente dalla replicazione di uno schema determinato di elettroni che assumono una configurazione specifica uguale per tutti gli elementi del campo coerente che li caratterizzano.
La configurazione specifica degli elettroni comune alle particelle di uno stesso campo coerente può essere analizzata, replicata e trasportata attraverso ogni forma di collegamento che si basa sul movimento di elettroni.
Quindi è possibile analizzare particelle di campo coerente attraverso lo spazio sfruttando comunicazioni di tipo elettronico sia in voce (comunicazioni telefoniche) che in immagini (videoconferenze, foto digitali e simili).
L’operatore di un sistema ECC può quindi sia analizzare un soggetto di fronte a lui ma può anche, con i medesimi risultati, farlo durante una telefonata o sfruttando anche una foto digitale del soggetto oppure anche una sua clip video.
Questa caratteristica delle proprietà dei campi coerenti è molto importante in quanto consente all’operatore di effettuare analisi anche lunghe senza costringere il soggetto da analizzare a rimanere in posizioni predefinite e sempre comunque scomode.
Per costituire una valida alternativa la comunicazione o le immagini devono essere elettroniche quindi conversazioni cellulari, videocall e foto digitali sono perfette ma non sono invece utilizzabili foto cartacee o altro materiale simile.
Questa caratteristica consente di effettuare analisi non invasive particolarmente su soggetti deboli che possono avere molte difficoltà a rimanere a lungo sono analisi come neonati, bambini, persone con disturbi autistici, anziani, ecc..
Alcune popolazioni ritenevano che essere fotografati potesse consentire in qualche modo entrare in connessione con la propria anima e le foto digitali dimostrano che in effetti qualcosa di simile è effettivamente possibile oltre le antiche superstizioni.
Utilizzando una foto digitale l’operatore deve concentrarsi su di essa in modo simile e forse anche più intenso rispetto a quanto farebbe sul soggetto a disposizione frontalmente.
Una foto digitale può essere vista come un’estensione del campo coerente e delle particelle che lo costituiscono alcune delle quali sono parte della foto digitale ma rimangono in contatto, indipendentemente dalla distanza fisica che le separa dalle altre, consentendo di effettuare analisi su di esse come se venissero realizzate frontalmente sul soggetto.
Con il tablet del kit dotato di 8 processori, grande memoria RAM e sistema Android 14 il multitasking diviene una esperienza semplice e utile.
L o schermo diviso a metà del tablet con sistema operativo Android 14 consente di visualizzare il sistema ECC insieme alla foto, rigorosamente digitale, del soggetto da analizzare per ottenere analisi strumentali immediate nel modo più comodo.
Come abbiamo già detto analizzare una foto digitale del soggetto oppure il soggetto stesso è esattamente la stessa cosa quando la fotografia è elettronica e il soggetto il medesimo cioè parte dello stesso campo coerente.
È naturalmente molto diversa la comodità di poter analizzare con tutta calma un soggetto che non viene stressato, annoiato e non protesta ne si muove.
Un altro aspetto è l’assenza assoluta di possibilità di contagio nelle analisi digitali che pur veicolando le informazioni interessanti non possono in alcun modo trasferire contagio all’operatore anche nel caso di infezioni estremamente virulente ed aggressive.
Alcuni dei nostri ricercatori sono convinti che le analisi effettuate su soggetti effettivamente presenti abbiano, per così dire, una marcia in più e le analisi insistite siano più rapide e quindi efficaci rispetto a quelle remote.
Ma se anche fosse vero tempi più lunghi non inficiano le analisi e i vantaggi rimangono in ogni caso molteplici e di grande peso specifico a favore delle analisi remote.
Sistemi ECC e prevenzione
Questa caratteristica, cioè la possibilità di agire in remoto, è di fondamentale importanza durante eventi pandemici o anche in singoli casi epidemici e a rischio di contagio, ma risulta di grande importanza anche per realizzare campagne di prevenzione che possono essere estese a larghe fasce di popolazione a costi irrisori per la mancanza assoluta di materiali di consumo, reagenti, sistemi di prelievo, impiego di personale specializzato, ecc..
Se i nazisti avessero ucciso anche un solo ebreo sarebbero giù moralmente esecrabili ma il tentativo di epurazione etnica ha prodotto oltre 6 milioni di vittime: un numero enorme che ha suscitato e sucita il ribrezzo di tutti i popoli civili.
Tuttavia secondo i dati attuali ogni sette mesi nel mondo si verifica il medesimo numero di vittime per le patologie oncologiche.
Ogni anno oltre 10 milioni di persone periscono a causa di cancro e tumore e questo non solo è inaccettabile ma questa piaga può essere notevolmente contenuta attraverso campagne estese di prevenzione.
Sabilire con sistemi ordinari se un soggetto è affetto da una patologia oncologica è molto complesso e può essere eseguito unicamente con esami specifici mirati e selettivi.
Quando l’urologo verifica se esistono masse indesiderate nella prostata non è in grado di valutare la presenza di masse tumorali in altri organi anche limitrofi.
Recentemente lo scienziato che ha introdotto la valutazione del PSA o Antigene Prostatico Specifico ha dichiarato che il suo test non deve essere utilizzato come screening tumorale in quanto scarsamente significativo in questi casi e quindi sostanzialmente inutile, aggiungendo poi di essersi pentito di aver creato questo test che viene mal utilizzato e interpretato.
Tutti gli esami per la prevenzione oncologica sono molto invasivi, fastidiosi, a volte umilianti e complessi e costosi oppure scarsamente significativi.
In realtà solo i prelievi diretti e gli esami di laboratorio istologici si rilevano conclusivi ma hanno lo svantaggio di poter diffondere metastasi risultando peggiori della patologia che intenderebbero prevenire.
Esami complessi, tempi lunghi, metodi costosi e risultati a volte non conclusivi impediscono di realizzare campagne di prevenzione su larga scala efficaci.
Tutto questo può essere superato utilizzando lo screening ECC con il quale un operatore è in grado di verificare in pochi secondi la presenza o l’assenza nel soggetto di una qualsiasi patologia oncologica fra le 386 attualmente note in medicina.
Nel malaugurato caso di positività l’operatore in pochi minuti è in grado di rilevare tipo e posizione della patologia oncologica fornendo dati essenziali per l’eliminazione della patologia chirurgica o farmacologica.
Nel campo delle patologie oncologiche la prevenzione è fondamentale in quanto agli stadi iniziali eliminarle è generalmente semplice mentre diventa poi estremamente complesso oppure, a volte, impossibile farlo negli stadi avanzati.
Campagne di prevenzione estese con screening semplici e rapidi che offrono risultati immediati potrebbero salvare milioni di vite ogni anno a costi irrisori per una prevenzione semplice da realizzare ed efficace al 100%.
La prevenzione efficace condotta con i sistemi ECC si tradurrebbe in una drastica riduzione delle spese di terapia e ricovero per i soggetti salvati con cure minimali o assenti e quindi economiche per il SSN che sarebbe in grado di ridurre enormemente le spese attualmente sostenute.
Queste campagne di prevenzione estese sarebbero un esempio di come si possa essere tutti vincitori in una situazione specifica: con migliaia di vite salvate, enormi economie per il SSN, generazione di nuovi posti di lavoro gratificanti e specializzati, riduzione degli interventi chirurgici, miglioramento delle possibilità farmacologiche e molto altro.
Eseguire analisi per la ricerca di patologie oncologiche può generare ansia nel soggetto sottoposto all’indagine quindi l’operatore deve eseguire il test di base senza annunciarlo limitandosi a dare la lieta novella in caso di risultato negativo.
Se sfortunatamente il test risulta positivo l’operatore può, senza clamore proseguire nelle analisi per scoprire la natura della patologia oncologica, la sua origine, l’estensione, la presenza di eventuali metastasi ed ogni altro dato utile per ottenere un quadro preciso e generale per poi consigliarsi con il medico di fiducia del paziente per concordare una strategia di informazione e intervento con la conferma della situazione attraverso test di laboratorio di tipo ordinario, la definizione delle terapie atttuabili, ecc.
Dare al soggetto una notizia del genere va sempre fatto con molto tatto e seguendo una strategia precisa che si fondi su una base di informazioni verificate.
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