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Il tipo di tensore più utilizzato è composto da un manico dotato di una piccola massa oscillante in grado di agire come una piccola antenna rilevando eventuali flussi di informazioni quantiche scambiate tra il sistema ECC e l’organismo sottoposto ad analisi.
L’operatore lo utilizza impugnandone il manico e mantenendo l’antenna nella più probabile direzione del flusso quantico che è la distanza minore fra il sistema ECC e il soggetto che si sta analizzando cioè il bersaglio della misura.
Il tensore non funziona da solo cioè indipendentemente dall’operatore che è, per la fisica dei quanti, l’osservatore e come tale, come scopriremo, parte integrante dell’evento di analisi.
Il tensore deve adattarsi all’operatore quindi molto importante è la possibilità di calibrarne la sensibilità per adattarsi al singolo specifico operatore nel migliore dei modi.
La calibrazione può essere eseguita anche per ogni sessione di misura quindi deve essere un operazione semplice effettuabile modificando l’estensione della spirale che collega il puntale sensibile del tensore al manico.
Il manico può essere in legno, in acciaio, in ferro, in alluminio, in materiale plastico come il PVC oppure biologico come la pasta di mais.
La forma è solitamente quella di un cilindro solido oppure di un tubo cavo in modo da poter alloggiare la parte metallica oscillante al suo interno per proteggere l’antenna e diminuire le dimensioni rendendo il sensore più pratico da trasportare e maggiormente tascabile.
In questa configurazione la parte oscillante può essere alloggiata nel manico cavo quando non è in uso ed estratta, a volte anche capovolta, per essere reinserita o bloccata nell’estremità del manico per essere utilizzata.

Utilizzando un sistema ECC, in questo caso con un tablet connesso al sistema in rete, e selezionando un programma quantistico ECC sul tablet immediatamente viene percepito l’eventuale flusso di dati tra la matrice archiviata nel sistema ECC e il bersaglio costituito dal soggetto della misura in questo esempio un essere umano.
Questo flusso di dati è enorme e per ora i ricercatori dell’Università hanno potuto comprenderne solo una percentuale insignificante, probabilmente una percentuale di qualche punto su trilioni.
Il sistema più semplice è quindi rappresentato dal confronto fra due entità che permette di stabilire se sono uguali o diverse in modo rapido ed estremamente semplice.
Quando il puntale del tensore viene immerso nell’invisibile flusso di dati estremamente simile a fenomeni ondulatori come quelli elettromagnetici, il puntale può rimanere immobile oppure reagire cominciando ad oscillare nel piano del flusso in modo tutto sommato simile all’ago della bussola che reagisce alle linee di flusso di un campo magnetico.
Il punto focale che richiama l’attenzione dell’operatore è quindi il puntale del tensore che, con i suoi movimenti, oscillazioni, rotazioni o anche la sua immobilità rende visibili assenza, presenza ed eventuali variazioni del flusso di informazioni quantiche.
Il flusso di dati quantistico è talmente importante da poter trasportare molte volte al secondo anche l’intero patrimonio genetico e le caratteristiche psico fisiche di un organismo vivente completo, si tratta di un tale volume di dati che definire mostruoso è eufemistico e la cui trascrizione cartacea su fogli A4 posti uno accanto all’altro è stato stimato sarebbero sufficienti a raggiungere il sistema Alpha Centauri partendo dal nostro sistema solare.
La nostra mente non è in grado di comprenderne la vastità di questi dati quindi, per ora, ne utilizziamo una parte infinitesimale: l’intuizione vincente dei ricercatori Unisanpaolo è stata quella di usare il confronto.
C

onfrontare due elementi è semplice e fornisce risultati facilmente comprensibili:
Possibilità A: i due elementi sono uguali
Possibilità B: i due elementi sono diversi
Quando il puntale del tensore oscilla significa che si trova immerso in un flusso quantico fra due elementi uguali del medesimo campo coerente, mentre se rimane immobile non esiste flusso e quindi non c’è corrispondenza.
Come funziona il sistema ECC
Ricreando artificialmente in laboratorio, ad esempio, lo schema quantico del virus del raffreddore è possibile confrontarlo con il bersaglio e stabilire se questo virus è presente oppure no nell’organismo che stiamo analizzando attraverso la risposta del puntale del tensore.
Gli scienziati Unisanpaolo hanno chiamato cella ECC la configurazione del virus e matrice ECC la sua replica creata in laboratorio usata per poter effettuare il confronto.

Il sistema ECC è un archivio quantico di matrici ECC create in laboratorio (a sinistra) che vengono confrontate con quanto esiste nell’organismo analizzato (cella ECC a destra).
Quando i due elementi sono uguali si stabilisce fra loro una comunicazione quantica (flusso) che viene evidenziata dal tensore che oscilla come l’ago della bussola immerso in un campo elettro-magnetico variabile.
Il movimento del tensore che oscilla su un piano orizzontale conferma che il confronto è positivo cioè che i due elementi sono uguali oppure appartengono allo stesso campo coerente con molte caratteristiche comuni.
Se il tensore rimane immobile non c’è invece corrispondenza.

La bilancia a due piatti è il tipo più semplice: i piatti in equilibrio identificano elementi uguali con lo stesso peso.
I sistemi ECC utilizzano il semplice confronto per determinare l’uguaglianza come la bilancia a due piatti.
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