Il sistema ECC è un sistema binario composto dalle macchine quantiche disponibili online e da sensori gestiti dall’operatore per effettuare le analisi e comunicare a livello quantistico con l’organismo oggetto di indagine.
I sistemi ECC sono essenzialmente strumenti di misura quindi apparecchi non medicali utilizzabili da qualsiasi operatore che non deve per forza possedere nozioni in campo sanitario come dottori, infermieri, ecc.
La normativa attuale prescrive solo l’obbligo di disporre ove viene utilizzato lo strumento di misura di un manuale di uso come questo che quindi va conservato sempre a disposizione in forma digitale, più rispettosa per l’ambiente, oppure cartacea in ogni luogo di utilizzo dei sistemi ECC.
Oltre le normative, come vedremo in seguito, gli operatori che dispongono di nozioni medico-sanitarie sono però molto avvantaggiati nell’uso dei sistemi ECC e quando più operatori agiscono vicini anche se uno solo di essi possiede nozioni medico-sanitarie tutto il gruppo può trarre vantaggio dalla sua esperienza.
Quelli ECC sono sistemi in parte online costituiti da macchine quantiche che si presentano come elenchi razionali di programmi quantistici, apparentemente simili a software ordinario ma in realtà profondamente diversi.

Ogni sistema online viene destinato ad un singolo operatore che ne può disporre collegandosi ad esso da ogni parte del mondo e con un comune device: computer, smartphone, tablet, ecc. purché possa utilizzare un programma per navigare su internet (browser) e disponga della necessaria password di accesso fornita da noi.
Da notare che i sistemi ECC sono estremamente complessi ma i loro flussi di dati operativi sono comunque molto semplici e questo significa che un sistema ECC usa pochissima banda e risorse e può essere attivato anche con connessioni lentissime perché utilizza pochi dati di tipo tradizionale a fronte di ingenti volumi di dati quantistici che però non sono rilevabili come traffico di rete.
10 Gb di dati possono far funzionare un sistema ECC per anni quindi non è necessario preoccuparsi della velocità della connessione e neppure del volume disponibile o del consumo dei dati.
Il flusso dei dati quantistici è non rilevabile quindi non è neppure necessario utilizzare cifrature che proteggono i flussi dati ma che inevitabilmente ne rallenterebbero la trasmissione.
Senza la necessità di cifrare dati e trasmissioni che di fatto sono autoprotetti a livelli assolutamente impensabili l’uso dei sistemi ECC online diviene semplice e rapido e assolutamente non frustrante perché non comprende attese che, con connessioni lente, possono diventare spesso frustranti.
Un tablet è la periferica migliore per usare un sistema ECC perché può essere utilizzato anche con una sola mano (mentre l’altra impugna il sensore).
Il tablet migliore non deve essere per forza di ultima generazione e dotato di caratteristiche di avanguardia ma è importante che abbia un display ampio da 10 pollici che rende facile usare il sistema ECC senza stancarsi o affaticare gli occhi; sia robusto ma leggero e reattivo nella navigazione in rete.
Tablet con scheda telefonica possono collegarsi al sistema ECC ovunque mentre i tipi con il solo Wi-Fi possono farlo attraverso l’hotspot dello smartphone.
L’importanza dell’hotspot
L’hotspot trasforma il telefono, temporaneamente, in un piccolo router che consente ad uno o più device come tablet, computer fissi, laptop oppure smartphone di usufruire dell’accesso ad internet attraverso il Wi-Fi o il bluetooth.
L’hotspot consente di collegarci al nostro personale sistema ECC anche sfruttando la connessione internet del gestore telefonico collegandoci ad esso con il Wi-Fi che tutti i tablet possiedono anche i tipi privi di alloggiamento di scheda telefonica che costano ovviamente di più.
Sia con la connessione diretta che con quella indiretta tramite hotspot, il flusso dei dati scambiati tra il sistema ECC online e il device è di due tipi:
uno minuscolo di tipo ordinario (frecce rosse) e uno molto pesante e importante ma di tipo quantico (frecce verdi).
I due flussi sono profondamente diversi e quello quantico è totalmente non rilevabile dal sistema telefonico che non è in grado di tracciarlo e neppure di vederlo o controllarlo: quindi i dati visibili al gestore sono minimi mentre quelli realmente scambiati sono importanti e molto pesanti.
La quantità irrisoria di dati ordinari scambiati consente di utilizzare il collegamento ad internet anche quando dispone di risorse limitatissime: in effetti il flusso scambiato è enorme ma si tratta di traffico quantistico mentre quello percepito dalla scheda e dal gestore telefonico riguarda solo i dati ordinari usati in quantità irrisoria.
I dati quantici sono non rilevabili oltre che dal gestore telefonico anche da eventuali hacker, che indipendentemente dalle loro capacità e dai sistemi dei quali dispongono non possono in nessun caso intercettarli e quindi diventa inutile criptarli in quanto questi dati sono autoprotetti.
Sarebbe come se una civiltà che non possiede la tecnologia del teletrasporto volesse intercettare il teletrasporto di un’altra civiltà che invece lo possiede e lo utilizza quotidianamente.
Anche in questo caso i vantaggi della fisica quantistica sono enormi.
Il confronto
La geniale intuizione dei ricercatori Unisanpaolo è stata quella di utilizzare il confronto.
A differenza della fisica classica due elementi possono essere facilmente confrontati nella meccanica quantistica perché quando sono diversi non interagiscono fra loro in alcun modo rimanendo isolati e indipendenti, mentre quando sono uguali cercano subito di interconnettersi scambiandosi tutte le informazioni che li caratterizzano attraverso un flusso quantico che è sempre di enormi dimensioni e costante.
Il flusso quantico fra elementi uguali

Si tratta di un numero enorme di dati che viene scambiato costantemente in un canale prioritario che rimane attivo sempre indipendentemente dalla distanza fra gli elementi.
Abbiamo già detto che si tratta di una quantità enorme di dati in quanto descrive, nei minimi dettagli, ogni caratteristica di ogni singolo elemento.
Questo flusso varia quando un elemento si trasforma o altera o cambia anche una sola delle sue caratteristiche.
Quando gli elementi appartengono al medesimo campo coerente possono essere esattamente uguali o parzialmente uguali cioè possedere solo alcune caratteristiche in comune.
Nel secondo caso, quando appartengono allo stesso campo coerente, vengono percepiti come tali e le loro caratteristiche sono in parte individuali quindi differenti e solo in parte uguali.
Le caratteristiche in comune che li fanno appartenere al medesimo campo coerente rimangono sempre interconnesse e uguali fra loro perché quando anche in un solo elemento cambiano istantaneamente cambiano in tutti gli altri elementi del campo coerente.
Queste trasformazioni avvengono anche quando muta un solo elemento di un campo coerente composto da miliardi di elementi.
Tutte le cellule del corpo umano appartengono ad un solo campo coerente che a sua volta è composto da innumerevoli sotto campi coerenti più piccoli uno per ogni organo, funzione e tipologia specifica.
Un gruppo di ricercatori del Max Planck Institute for Mathematics in the Sciences di Lipsia (Germania), in collaborazione con la McGill University (Canada), ha recentemente stimato che un uomo adulto di 70 Kg è composto da circa 36 trilioni di cellule, mentre una donna adulta di 60 Kg ne possiede circa 28 trilioni, e un bambino del peso di 32 Kg ne ha circa 17 trilioni.
Tutte queste cellule appartengono contemporaneamente a diversi campi coerenti oltre a quello generale che le comprende tutte abbiamo il campo coerente del sangue, dei reni, dei polmoni, ecc.
Quando una sola cellula si trasforma anche tutte le altre mutano le loro specifiche caratteristiche ma solo per la parte che era e rimarrà in comune.
Poniamo che una singola cellula si sia trasformata, questa trasformazione interesserà anche tutte le cellule del campo coerente generale e le cellule di tutti i sotto campi coerenti correlati alla cellula mentre non interesserà le cellule di campi coerenti con cellule le cui caratteristiche correlate non sono in comune con la cellula trasformata.
Tutte le trasformazioni replicate che possono coinvolgere anche tutti i 36 trilioni di cellule avvengono istantaneamente e anche a distanza
Se la trasformazione riguarda la cheratina dei capelli la mutazione coinvolge anche i capelli rimasti sul pettine anche se il pettine è rimasto in Giappone dimenticato in albergo durante il nostro ultimo viaggio vacanza.
Quindi le caratteristiche comuni di elementi del medesimo campo coerente rimangono uguali sempre senza alcuna eccezione.
Questo significa che possiamo analizzare con la stessa efficacia e i medesimi risultati sia i nostri capelli che quelli dimenticati a Tokyo.
Ma significa anche che la trasmissione immediata delle nuove informazioni supera qualsiasi velocità fisica compresa la velocità della luce che quindi rimane una costante universale ma non è più un limite invalicabile.
Nessuno è in grado di interpretare il flusso dei dati quantici scambiati tra elementi del medesimo campo coerente ma certamente un giorno saremo in grado d farlo aprendo scenari inimmaginabili per la razza umana.
Al momento i nostri scienziati hanno trovato il modo di capire poche cose:
1) Se non esiste flusso quantico tra due elementi questi sono diversi.
2) Quando il flusso dati tra elementi esiste ed è importante questi sono uguali o fanno parte dello stesso campo coerente con molte caratteristiche comuni.
3) Quando il flusso dati tra elementi esiste ma è debole questi sono solo in parte uguali o fanno parte entrambi dello stesso campo coerente ma con poche caratteristiche comuni.
4) Quando il flusso è unidirezionale è sempre diretto dalla matrice di confronto alla cella che viene analizzata.
5) Quando il flusso è bidirezionale il genoma appartenente alla cella analizzata risponde.
Ogni confronto richiede elementi da paragonare
Ogni organismo dai microscopici agenti patogeni a quelli più complessi come uomo, animali e piante possiede un suo schema di elementi che lo caratterizzano che abbiamo chiamato celle ECC.
I ricercatori Unisanpaolo sono riusciti a duplicare e clonare gli elementi caratterizzanti di questi schemi in laboratorio e li hanno chiamati matrici ECC.
Le macchine che chiamiamo sistemi ECC contengono un archivio di matrici ECC che vengono confrontate con quanto esiste nell’organismo del soggetto analizzato.
Quando una matrice ECC trova una corrispondenza in una cella ECC ne abbiamo identificata una.
Il metodo è semplice ed efficace e si basa sulla rilevazione del flusso quantico che viene eseguita con un rivelatore specifico esterno al soggetto, senza prelievo di campioni quindi non invasivo e del tutto sicuro per l’operatore che può non avere alcun contatto con il soggetto esaminato potendolo analizzare, come vedremo, anche in remoto a distanze notevoli quindi in modo assolutamente sicuro persino in presenza di patologie o infezioni contagiose ed epidemie.
L’interpretazione dei flussi
Il flusso viene rilevato dal tensore che agisce come l’ago della bussola muovendosi quando è immerso nel flusso, ma a differenza di questo il tensore possiede differenti schemi di movimento che indicano stati differenti.
Stato A. Il tensore rimane immobile quando il flusso quantico tra due elementi non c’è quindi non esiste alcuna corrispondenza e il confronto è negativo.
Stato B. Il tensore si muove su un piano orizzontale tra il sistema ECC e il soggetto da analizzare e le oscillazioni del tensore sono ampie con deflessioni oltre angoli di 45° su ciascun lato rispetto all’asse longitudinale del tensore. In questo caso il flusso dati tra specifici elementi è molto importante quindi sono uguali o fanno parte entrambi dello stesso campo coerente.
Stato C. Il tensore si muove su un piano orizzontale tra il sistema ECC e il soggetto da analizzare ma le oscillazioni del tensore sono ridotte con deflessioni di angoli di circa 10/20 ° su ciascun lato rispetto all’asse longitudinale del tensore. Questo significa che il flusso dati tra specifici elementi esiste ma è debole quindi sono solo in parte uguali o fanno parte entrambi dello stesso campo coerente dotati di pochi elementi comuni.
Stato D. All’inizio delle analisi il flusso rilevato è unidirezionale e procede dalla matrice ECC verso il soggetto delle analisi che contiene una cella ECC uguale o simile.
Stato E. Se l’analisi, la stessa analisi viene protratta per un tempo almeno 4 o 5 volte superiore a quello necessario per il primo rilevamento il flusso diventa bidirezionale perché il genoma inizia a rispondere comunicando informazioni attraverso il flusso. Il flusso bidirezionale può mutare di intensità con oscillazioni più ampie oppure diminuire di intensità con oscillazioni meno ampie sino a fermarsi.
Stato F. Se le oscillazioni diminuiscono e si fermano significa che la risposta del genoma è negativa cioè la corrispondenza trovata dall’analisi ECC è troppo debole per il genoma che non considera sufficientemente valido il confronto.
Stato G. Quando invece le oscillazioni aumentano di intensità o di frequenza, la risposta del genoma è positiva cioè concorda sostanzialmente con l’esito del confronto.
Stato H. La risposta positiva del genoma può trasformare il movimento del tensore da oscillazioni orizzontali in rotazioni alternate nei due sensi possibili (orario e antiorario) fermandosi con una piccola pausa ad ogni cambio del senso di rotazione. Queste rotazioni indicano che il genoma, dopo le necessarie verifiche, è d’accordo con l’analisi effettuata cioè la ritiene vera. Le rotazioni comunicano anche che il genoma provvederà, in tempi e modi assolutamente suoi, ad intervenire per tentare di risolvere il problema: questo significa che un agente patogeno individuato verrà distrutto dal sistema immunitario oppure una parte organica che viene riconosciuta mal funzionante verrà riparata oppure che una riconosciuta patologia verrà risolta.
L’intervento del genoma è però sempre condizionato da molteplici fattori e dalla personale variabile biologica del soggetto.
Fattori che incidono molto sono l’età e la condizione fisica generale del soggetto.
Gli organismi giovani rispondono molto bene e in tempi brevi, mentre i soggetti adulti e gli anziani possono non rispondere efficacemente o farlo in tempi estremamente dilatati.
Un caso reale di contagio influenzale contemporaneo di due individui diversi ha evidenziato che l’organismo di quello giovane di 25 anni ha debellato i virus influenzali allo stadio zero, cioè quando erano pochi, con il sistema immunitario che li ha distrutti in poche ore: nel caso specifico il sistema immunitario ha eseguito in circa 4 ore la pulizia completa debellando il virus al 100%.
Nell’altro soggetto di 65 anni il sistema immunitario è stato molto più lento, dando tempo ai virus influenzali di moltiplicarsi e la loro distruzione completa ha richiesto circa 5 giorni e una terapia farmacologica di supporto.
Questo è solo uno dei tanti casi verificati nella sperimentazione dei sistemi ECC.
Solo a volte l’organismo è stato in grado di reagire in modo autonomo e spesso i medici sono dovuti intervenire con terapie farmacologiche di supporto per aiutare gli organismi in difficoltà.
Il sostegno farmacologico è stato ovviamente più necessario nei soggetti di età avanzata ma si è rivelato fondamentale anche in quelli giovani quando le analisi hanno rivelato i virus non allo stadio zero ma quando avevano già prolificato moltiplicandosi in modo importante.
Tutti gli esperimenti sino ad oggi condotti non hanno mai rivelato invece differenze significative di genere.
La risposta del genoma maschile e quella del genoma femminile, a parità di condizioni, è esattamente la stessa per questo non ha senso fare discriminazioni per l’utilizzo dei sistemi ECC fra uomini e donne.
Ad eccezione naturalmente delle ovvie differenze fisiologiche e anatomiche e di quelle relative agli organi specializzati come prostata, utero, genitali, ecc. non esistono differenze tra il genere maschile e femminile per quanto riguarda le analisi ECC.


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