5 ll tensore elettronico

Per eseguire analisi l’operatore deve disporre oltre che dell’accesso online al sistema ECC anche di un tensore in grado di rivelare il flusso quantico per il confronto e la comunicazione.

I sensori sono essenzialmente di due tipologie quelli elettronici apparentemente più semplici ma con possibilità limitate e molto lenti nella risposta e quelli esclusivamente meccanici.

I tipi elettronici consistono in parallelepipedi di dimensioni ridotte alimentati con batterie ricaricabili che comunicano attraverso una tastiera e un display LCD con un sistema di sensori che li associa all’operatore.

Un tipo di sensore elettronico è quello mostrato nella foto: con dimensioni contenute 13 x 9 x 4 cm è alimentato da una batteria ricaricabile da un comune alimentatore USB per smartphone.

Dominato dalla tastiera di comando e dal display LCD nella parte superiore comprende sul lato sinistro l’interruttore di accensione / spegnimento e contatti semisferici per la connessione con la mano dell’operatore.

L’immagine a fianco mostra in dettaglio la tastiera e il primo menù per selezionare la lingua dell’interfaccia fra italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, tedesco, rumeno e ungherese.

Dopo questa scelta viene avviato un ciclo di autotaratura di qualche minuto e finalmente il sensore è pronto a svolgere le sue funzioni.

Alla conclusione l’autotaratura automatica restituisce un valore numerico di riferimento utile per i laboratori ma privo di significato per gli operatori che non debbono tenerne conto.

Questi sensori possiedono due grandi svantaggi che li rendono poco pratici e ne limitano per ora l’utilizzo alla sperimentazione: il loro responso è lentissimo e richiede anche diversi minuti per essere determinato con esattezza e non sono in grado di rilevare il flusso di ritorno generato dal genoma.

Ogni analisi effettuata con questo sensore elettronico richiede vari minuti, a volte anche 5/10 minuti e questo tempo lunghissimo ne limita molto l’efficacia operativa perché il

sensore elettronico realizza una grande quantità di misure.

Particolare del display durante la fase di calibrazione iniziale.

La foto a destra mostra il display del sensore


che informa l’operatore di aver compiuto 155 analisi delle quali 24 hanno fornito un risultato chiaramente positivo e 119 negativo.

La differenza fra le analisi effettuate e quelle considerate valide (155 – 24 – 119 = 12) dice che 12 analisi sono state scartate dal sistema in quanto considerate non affidabili al 100%.

Il risultato complessivo dell’analisi viene valutato scegliendo il risultato di maggior valore: in questo caso 119 sono un numero molto maggiore di 24 e il risultato è chiaramente negativo in quanto la differenza fra i due valori è di 95 (D95) risultati quindi molto superiore al valore minimo (95 >> 24).

Quando l’operatore ritiene di aver ottenuto un chiaro responso la pressione del tasto A blocca l’analisi strumentale in corso, resetta il sensore e avvia un nuovo ciclo di analisi.

Questo sistema di misura è assolutamente in linea con la filosofia quantistica in quanto comprende la partecipazione attiva dell’operatore, la cui mano rimane in contatto con i contatti metallici semisferici laterali del sensore durante i cicli di misura e si fonda su un sistema probabilistico così caro alle misure quantistiche.

Tuttavia, anche se ogni analisi viene effettuata rapidamente, il numero di analisi per ottenere un responso chiaro (almeno 100 misurazioni) rende questo sensore poco pratico in quanto eccessivamente lento per fornire il risultato dell’analisi.

Un ulteriore svantaggio, ancora più rilevante del sensore elettronico, è nella impossibilità di rilevare la deflessione del tensore che, come sappiamo, fornisce indicazioni molto importanti con le rotazioni del sensore che stabiliscono una comunicazione quantistica tra l’organismo soggetto all’analisi e il tensore.

Per questi motivi per ora i sensori elettronici sono considerati ancora in fase di studio, sviluppo e sperimentazione quindi riservati esclusivamente all’utilizzo in laboratorio mentre quelli meccanici vengono correntemente utilizzati nelle analisi dagli operatori ECC.

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