Corso di alta formazione Sistemi ECC

  • Sistemi Elettronici di Campo Coerente ECC per la ricerca quantistica immediata non invasiva di patogeni e patologie in organismi umani e animali

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    Il sistema ECC è un sistema binario composto dalle macchine quantiche disponibili online e da sensori gestiti dall’operatore per effettuare le analisi e comunicare a livello quantistico con l’organismo oggetto di indagine.
    I sistemi ECC sono essenzialmente strumenti di misura quindi apparecchi non medicali utilizzabili da qualsiasi operatore che non deve per forza possedere nozioni in campo sanitario come dottori, infermieri, ecc.
    La normativa attuale prescrive solo l’obbligo di disporre ove viene utilizzato lo strumento di misura di un manuale di uso come questo che quindi va conservato sempre a disposizione in forma digitale, più rispettosa per l’ambiente, oppure cartacea in ogni luogo di utilizzo dei sistemi ECC.
    Oltre le normative, come vedremo in seguito, gli operatori che dispongono di nozioni medico-sanitarie sono però molto avvantaggiati nell’uso dei sistemi ECC e quando più operatori agiscono vicini anche se uno solo di essi possiede nozioni medico-sanitarie tutto il gruppo può trarre vantaggio dalla sua esperienza.
    Quelli ECC sono sistemi in parte online costituiti da macchine quantiche che si presentano come elenchi razionali di programmi quantistici, apparentemente simili a software ordinario ma in realtà profondamente diversi.


    Ogni sistema online viene destinato ad un singolo operatore che ne può disporre collegandosi ad esso da ogni parte del mondo e con un comune device: computer, smartphone, tablet, ecc. purché possa utilizzare un programma per navigare su internet (browser) e disponga della necessaria password di accesso fornita da noi.
    Da notare che i sistemi ECC sono estremamente complessi ma i loro flussi di dati operativi sono comunque molto semplici e questo significa che un sistema ECC usa pochissima banda e risorse e può essere attivato anche con connessioni lentissime perché utilizza pochi dati di tipo tradizionale a fronte di ingenti volumi di dati quantistici che però non sono rilevabili come traffico di rete.
    10 Gb di dati possono far funzionare un sistema ECC per anni quindi non è necessario preoccuparsi della velocità della connessione e neppure del volume disponibile o del consumo dei dati.
    Il flusso dei dati quantistici è non rilevabile quindi non è neppure necessario utilizzare cifrature che proteggono i flussi dati ma che inevitabilmente ne rallenterebbero la trasmissione.
    Senza la necessità di cifrare dati e trasmissioni che di fatto sono autoprotetti a livelli assolutamente impensabili l’uso dei sistemi ECC online diviene semplice e rapido e assolutamente non frustrante perché non comprende attese che, con connessioni lente, possono diventare spesso frustranti.
    Un tablet è la periferica migliore per usare un sistema ECC perché può essere utilizzato anche con una sola mano (mentre l’altra impugna il sensore).
    Il tablet migliore non deve essere per forza di ultima generazione e dotato di caratteristiche di avanguardia ma è importante che abbia un display ampio da 10 pollici che rende facile usare il sistema ECC senza stancarsi o affaticare gli occhi; sia robusto ma leggero e reattivo nella navigazione in rete.
    Tablet con scheda telefonica possono collegarsi al sistema ECC ovunque mentre i tipi con il solo Wi-Fi possono farlo attraverso l’hotspot dello smartphone.

    L’importanza dell’hotspot


    L’hotspot trasforma il telefono, temporaneamente, in un piccolo router che consente ad uno o più device come tablet, computer fissi, laptop oppure smartphone di usufruire dell’accesso ad internet attraverso il Wi-Fi o il bluetooth.
    L’hotspot consente di collegarci al nostro personale sistema ECC anche sfruttando la connessione internet del gestore telefonico collegandoci ad esso con il Wi-Fi che tutti i tablet possiedono anche i tipi privi di alloggiamento di scheda telefonica che costano ovviamente di più.

    Sia con la connessione diretta che con quella indiretta tramite hotspot, il flusso dei dati scambiati tra il sistema ECC online e il device è di due tipi:
    uno minuscolo di tipo ordinario (frecce rosse) e uno molto pesante e importante ma di tipo quantico (frecce verdi).
    I due flussi sono profondamente diversi e quello quantico è totalmente non rilevabile dal sistema telefonico che non è in grado di tracciarlo e neppure di vederlo o controllarlo: quindi i dati visibili al gestore sono minimi mentre quelli realmente scambiati sono importanti e molto pesanti.
    La quantità irrisoria di dati ordinari scambiati consente di utilizzare il collegamento ad internet anche quando dispone di risorse limitatissime: in effetti il flusso scambiato è enorme ma si tratta di traffico quantistico mentre quello percepito dalla scheda e dal gestore telefonico riguarda solo i dati ordinari usati in quantità irrisoria.

    I dati quantici sono non rilevabili oltre che dal gestore telefonico anche da eventuali hacker, che indipendentemente dalle loro capacità e dai sistemi dei quali dispongono non possono in nessun caso intercettarli e quindi diventa inutile criptarli in quanto questi dati sono autoprotetti.

    Sarebbe come se una civiltà che non possiede la tecnologia del teletrasporto volesse intercettare il teletrasporto di un’altra civiltà che invece lo possiede e lo utilizza quotidianamente.

    Anche in questo caso i vantaggi della fisica quantistica sono enormi.

    Il confronto

    La geniale intuizione dei ricercatori Unisanpaolo è stata quella di utilizzare il confronto.

    A differenza della fisica classica due elementi possono essere facilmente confrontati nella meccanica quantistica perché quando sono diversi non interagiscono fra loro in alcun modo rimanendo isolati e indipendenti, mentre quando sono uguali cercano subito di interconnettersi scambiandosi tutte le informazioni che li caratterizzano attraverso un flusso quantico che è sempre di enormi dimensioni e costante.

    Il flusso quantico fra elementi uguali

    Si tratta di un numero enorme di dati che viene scambiato costantemente in un canale prioritario che rimane attivo sempre indipendentemente dalla distanza fra gli elementi.

    Abbiamo già detto che si tratta di una quantità enorme di dati in quanto descrive, nei minimi dettagli, ogni caratteristica di ogni singolo elemento.

    Questo flusso varia quando un elemento si trasforma o altera o cambia anche una sola delle sue caratteristiche.

    Quando gli elementi appartengono al medesimo campo coerente possono essere esattamente uguali o parzialmente uguali cioè possedere solo alcune caratteristiche in comune.

    Nel secondo caso, quando appartengono allo stesso campo coerente, vengono percepiti come tali e le loro caratteristiche sono in parte individuali quindi differenti e solo in parte uguali.

    Le caratteristiche in comune che li fanno appartenere al medesimo campo coerente rimangono sempre interconnesse e uguali fra loro perché quando anche in un solo elemento cambiano istantaneamente cambiano in tutti gli altri elementi del campo coerente.

    Queste trasformazioni avvengono anche quando muta un solo elemento di un campo coerente composto da miliardi di elementi.

    Tutte le cellule del corpo umano appartengono ad un solo campo coerente che a sua volta è composto da innumerevoli sotto campi coerenti più piccoli uno per ogni organo, funzione e tipologia specifica.

    Un gruppo di ricercatori del Max Planck Institute for Mathematics in the Sciences di Lipsia (Germania), in collaborazione con la McGill University (Canada), ha recentemente stimato che un uomo adulto di 70 Kg è composto da circa 36 trilioni di cellule, mentre una donna adulta di 60 Kg ne possiede circa 28 trilioni, e un bambino del peso di 32 Kg ne ha circa 17 trilioni.

    Tutte queste cellule appartengono contemporaneamente a diversi campi coerenti oltre a quello generale che le comprende tutte abbiamo il campo coerente del sangue, dei reni, dei polmoni, ecc.

    Quando una sola cellula si trasforma anche tutte le altre mutano le loro specifiche caratteristiche ma solo per la parte che era e rimarrà in comune.

    Poniamo che una singola cellula si sia trasformata, questa trasformazione interesserà anche tutte le cellule del campo coerente generale e le cellule di tutti i sotto campi coerenti correlati alla cellula mentre non interesserà le cellule di campi coerenti con cellule le cui caratteristiche correlate non sono in comune con la cellula trasformata.

    Tutte le trasformazioni replicate che possono coinvolgere anche tutti i 36 trilioni di cellule avvengono istantaneamente e anche a distanza

    Se la trasformazione riguarda la cheratina dei capelli la mutazione coinvolge anche i capelli rimasti sul pettine anche se il pettine è rimasto in Giappone dimenticato in albergo durante il nostro ultimo viaggio vacanza.

    Quindi le caratteristiche comuni di elementi del medesimo campo coerente rimangono uguali sempre senza alcuna eccezione.

    Questo significa che possiamo analizzare con la stessa efficacia e i medesimi risultati sia i nostri capelli che quelli dimenticati a Tokyo.

    Ma significa anche che la trasmissione immediata delle nuove informazioni supera qualsiasi velocità fisica compresa la velocità della luce che quindi rimane una costante universale ma non è più un limite invalicabile.

    Nessuno è in grado di interpretare il flusso dei dati quantici scambiati tra elementi del medesimo campo coerente ma certamente un giorno saremo in grado d farlo aprendo scenari inimmaginabili per la razza umana.

    Al momento i nostri scienziati hanno trovato il modo di capire poche cose:
    1) Se non esiste flusso quantico tra due elementi questi sono diversi.
    2) Quando il flusso dati tra elementi esiste ed è importante questi sono uguali o fanno parte dello stesso campo coerente con molte caratteristiche comuni.
    3) Quando il flusso dati tra elementi esiste ma è debole questi sono solo in parte uguali o fanno parte entrambi dello stesso campo coerente ma con poche caratteristiche comuni.
    4) Quando il flusso è unidirezionale è sempre diretto dalla matrice di confronto alla cella che viene analizzata.
    5) Quando il flusso è bidirezionale il genoma appartenente alla cella analizzata risponde.

    Ogni confronto richiede elementi da paragonare

    Ogni organismo dai microscopici agenti patogeni a quelli più complessi come uomo, animali e piante possiede un suo schema di elementi che lo caratterizzano che abbiamo chiamato celle ECC.

    I ricercatori Unisanpaolo sono riusciti a duplicare e clonare gli elementi caratterizzanti di questi schemi in laboratorio e li hanno chiamati matrici ECC.

    Le macchine che chiamiamo sistemi ECC contengono un archivio di matrici ECC che vengono confrontate con quanto esiste nell’organismo del soggetto analizzato.

    Quando una matrice ECC trova una corrispondenza in una cella ECC ne abbiamo identificata una.

    Il metodo è semplice ed efficace e si basa sulla rilevazione del flusso quantico che viene eseguita con un rivelatore specifico esterno al soggetto, senza prelievo di campioni quindi non invasivo e del tutto sicuro per l’operatore che può non avere alcun contatto con il soggetto esaminato potendolo analizzare, come vedremo, anche in remoto a distanze notevoli quindi in modo assolutamente sicuro persino in presenza di patologie o infezioni contagiose ed epidemie.

    L’interpretazione dei flussi

    Il flusso viene rilevato dal tensore che agisce come l’ago della bussola muovendosi quando è immerso nel flusso, ma a differenza di questo il tensore possiede differenti schemi di movimento che indicano stati differenti.

    Stato A. Il tensore rimane immobile quando il flusso quantico tra due elementi non c’è quindi non esiste alcuna corrispondenza e il confronto è negativo.

    Stato B. Il tensore si muove su un piano orizzontale tra il sistema ECC e il soggetto da analizzare e le oscillazioni del tensore sono ampie con deflessioni oltre angoli di 45° su ciascun lato rispetto all’asse longitudinale del tensore. In questo caso il flusso dati tra specifici elementi è molto importante quindi sono uguali o fanno parte entrambi dello stesso campo coerente.

    Stato C. Il tensore si muove su un piano orizzontale tra il sistema ECC e il soggetto da analizzare ma le oscillazioni del tensore sono ridotte con deflessioni di angoli di circa 10/20 ° su ciascun lato rispetto all’asse longitudinale del tensore. Questo significa che il flusso dati tra specifici elementi esiste ma è debole quindi sono solo in parte uguali o fanno parte entrambi dello stesso campo coerente dotati di pochi elementi comuni.

    Stato D. All’inizio delle analisi il flusso rilevato è unidirezionale e procede dalla matrice ECC verso il soggetto delle analisi che contiene una cella ECC uguale o simile.

    Stato E. Se l’analisi, la stessa analisi viene protratta per un tempo almeno 4 o 5 volte superiore a quello necessario per il primo rilevamento il flusso diventa bidirezionale perché il genoma inizia a rispondere comunicando informazioni attraverso il flusso. Il flusso bidirezionale può mutare di intensità con oscillazioni più ampie oppure diminuire di intensità con oscillazioni meno ampie sino a fermarsi.

    Stato F. Se le oscillazioni diminuiscono e si fermano significa che la risposta del genoma è negativa cioè la corrispondenza trovata dall’analisi ECC è troppo debole per il genoma che non considera sufficientemente valido il confronto.

    Stato G. Quando invece le oscillazioni aumentano di intensità o di frequenza, la risposta del genoma è positiva cioè concorda sostanzialmente con l’esito del confronto.

    Stato H. La risposta positiva del genoma può trasformare il movimento del tensore da oscillazioni orizzontali in rotazioni alternate nei due sensi possibili (orario e antiorario) fermandosi con una piccola pausa ad ogni cambio del senso di rotazione. Queste rotazioni indicano che il genoma, dopo le necessarie verifiche, è d’accordo con l’analisi effettuata cioè la ritiene vera. Le rotazioni comunicano anche che il genoma provvederà, in tempi e modi assolutamente suoi, ad intervenire per tentare di risolvere il problema: questo significa che un agente patogeno individuato verrà distrutto dal sistema immunitario oppure una parte organica che viene riconosciuta mal funzionante verrà riparata oppure che una riconosciuta patologia verrà risolta.

    L’intervento del genoma è però sempre condizionato da molteplici fattori e dalla personale variabile biologica del soggetto.

    Fattori che incidono molto sono l’età e la condizione fisica generale del soggetto.

    Gli organismi giovani rispondono molto bene e in tempi brevi, mentre i soggetti adulti e gli anziani possono non rispondere efficacemente o farlo in tempi estremamente dilatati.

    Un caso reale di contagio influenzale contemporaneo di due individui diversi ha evidenziato che l’organismo di quello giovane di 25 anni ha debellato i virus influenzali allo stadio zero, cioè quando erano pochi, con il sistema immunitario che li ha distrutti in poche ore: nel caso specifico il sistema immunitario ha eseguito in circa 4 ore la pulizia completa debellando il virus al 100%.

    Nell’altro soggetto di 65 anni il sistema immunitario è stato molto più lento, dando tempo ai virus influenzali di moltiplicarsi e la loro distruzione completa ha richiesto circa 5 giorni e una terapia farmacologica di supporto.

    Questo è solo uno dei tanti casi verificati nella sperimentazione dei sistemi ECC.

    Solo a volte l’organismo è stato in grado di reagire in modo autonomo e spesso i medici sono dovuti intervenire con terapie farmacologiche di supporto per aiutare gli organismi in difficoltà.
    Il sostegno farmacologico è stato ovviamente più necessario nei soggetti di età avanzata ma si è rivelato fondamentale anche in quelli giovani quando le analisi hanno rivelato i virus non allo stadio zero ma quando avevano già prolificato moltiplicandosi in modo importante.

    Tutti gli esperimenti sino ad oggi condotti non hanno mai rivelato invece differenze significative di genere.

    La risposta del genoma maschile e quella del genoma femminile, a parità di condizioni, è esattamente la stessa per questo non ha senso fare discriminazioni per l’utilizzo dei sistemi ECC fra uomini e donne.

    Ad eccezione naturalmente delle ovvie differenze fisiologiche e anatomiche e di quelle relative agli organi specializzati come prostata, utero, genitali, ecc. non esistono differenze tra il genere maschile e femminile per quanto riguarda le analisi ECC.

  • Sistemi Elettronici di Campo Coerente ECC per la ricerca quantistica immediata non invasiva di patogeni e patologie in organismi umani e animali

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    La fisica quantistica è una branca della fisica che studia il comportamento della materia e dell’energia a livello atomico e subatomico e nei casi di movimenti a velocità elevatissime, prossime alla velocità della luce pari nel vuoto a 300.000 Km/sec.

    A differenza della fisica classica, che descrive il mondo macroscopico che ci circonda, la fisica quantistica introduce concetti come la quantizzazione dell’energia, il dualismo onda-particella e la probabilità statistica, che si manifestano a livello microscopico.

    La fisica quantistica descrive il comportamento di atomi, elettroni, fotoni e altre particelle subatomiche, esplorando fenomeni come la quantizzazione dell’energia che caratterizza le emissioni di energia che, a livello macroscopico ci appaiono come continue, ma che in realtà non sono continue ma vengono prodotte con emissioni ad intervalli ovvero in pacchetti discreti di energia chiamati quanti di energia o semplicemente quanti.

    La fisica quantistica ci ha spiegato la dualità onda-particella che consente alle particelle di comportarsi sia come onde che come elementi solidi come la luce che combina i fotoni alle onde luminose di lunghezza e frequenza specifica ma non solide.

    La luce è quindi composta da flussi di radiazioni o onde luminose e contemporaneamente da microscopiche particelle solide i fotoni. Questo significa che la luce si comporta contemporaneamente in due modi come una radiazione ondulatoria e come un flusso di particelle solide e quindi possiede ogni caratteristica delle radiazioni ondulatorie e contemporaneamente dei solidi.

    Il dualismo della luce, e di molte altre situazioni, è un concetto difficile da comprendere per chi è abituato ai concetti assoluti della fisica classica ma è proprio questo dualismo che consente alla luce di propagarsi nello spazio vuoto trasportata dai suoi fotoni: altrimenti se la luce fosse esclusivamente una radiazione ondulatoria non potrebbe attraversare lo spazio perchè le onde possono trasmettersdi esclusivamente attraverso un mezzo fisico e non possono quindi attraversare lo spazio.

    La teoria ondulatoria

    Nel XVII° secolo Christiaan Huygens propone per spiegare il paradosso costituito dalla luce che non potrebbe trasmettersi nello spazio vuoto ma lo fa, la teoria ondulatoria della luce cioè un modello fisico secondo cui la luce si comporta come un’onda, simile alle onde sonore o a quelle dell’acqua, ma con caratteristiche proprie: la luce viene considerata un’onda elettromagnetica, cioè un’oscillazione dei campi elettrici e magnetici, che si propaga nello spazio trasferendo energia e può interferire e diffrangere, proprio come fanno le onde in generale.

    La teoria ondulatoria spiega alcune caratteristiche della luce come l’interferenza (due onde luminose possono sommarsi o annullarsi, la diffrazione (la luce devia la sua traiettoria passando attraverso aperture molto strette) e la Polarizzazione (la luce vibra in piani preferenziali) ma non riesce a spiegare invece come l’effetto fotoelettrico.

    L’effetto fotoelettrico è un fenomeno fisico in cui elettroni vengono espulsi da un materiale, di solito un metallo, quando viene colpito da luce di energia sufficientemente elevata che può strappare elettroni dal materiale e possono essere rilevati come corrente elettrica.

      L’effetto fotoelettrico, valse il premio Nobel ad Albert Einstein nel 1921, è importante perchè dimostra che l’energia della luce non dipende dall’intensità ma dalla frequenza cioè dal colore della luce.

      Se la frequenza è troppo bassa, colore rosso e infrarosso, non avviene alcuna emissione, anche con luce molto intensa, mentre quando la frequenza supera una soglia minima detta frequenza di soglia, vengono espulsi elettroni.

      L’effetto fotoelettrico non poteva essere spiegato dalla teoria ondulatoria classica e nel 1905 Albert Einstein propose che la luce fosse composta non da un flusso continuo ma da pacchetti di energia che chiama fotoni.
      Einstein dimosttra che ogni fotone possiede una energia:

      E=hν

      direttamente proporzionale ad h, costante di Planck, e alla frequenza della luce ν

      Questa spiegazione da origine alla meccanica quantistica e l’effetto fotoelettrico è alla base tra l’altro dei pannelli fotovoltaici, dei sensori di luce, delle fotocamere digitali, dei dispositivi automatici a barrierea fotonica.

        La teoria quantistica ha dimostrato l’inesattezza della teoria ondulatoria stabilendo la doppia natura ondulatoria e particellare della luce.

        I campi coerenti

        La fisica quantistica ha introdotto il concetto dei campi coerenti che identifica domini i cui elementi sono interconnessi.

        Le onde appartenenti ad un medesimo campo coerente possiedono e mantengono una differenza di fase costante nel tempo, permettendo fenomeni come l’interferenza, sono correlate e il loro comportamento è prevedibile, a differenza dei campi non coerenti, dove la fase e altre caratteristiche variano in modo casuale quindi imprevedibile.

        Questi campi speciali possiedono coerenza temporale che si riferisce alla prevedibilità della fase di un’onda in un dato punto dello spazio nel tempo.

        Una sorgente luminosa ad alta coerenza temporale emette onde con una fase stabile per un certo intervallo di tempo, facilitando l’osservazione di fenomeni come l’interferenza.

        Gli elementi di uno stesso campo coerente possiedono anche coerenza spaziale con una correlazione, ad esempio, di fase tra onde che si propagano anche in regioni dello spazio diverse e anche distanti.

        Due onde sono spazialmente coerenti se la differenza di fase tra di loro rimane costante nel tempo e interferiscono fra loro indipendentemente dalla distanza che separa gli elementi.

        Nella meccanica quantistica, la coerenza si riferisce alla correlazione statistica perché in questo ambito non è possibile neppure conoscere la posizione di un elemento se non in forma probabilistica in ossequio al principio di indeterminatezza.

        Il principio di indeterminatezza enunciato da Heisenberg è uno dei concetti fondamentali della meccanica quantistica.
        Stabilisce che non è possibile conoscere simultaneamente con precisione illimitata alcune coppie di grandezze fisiche.

        Quindi, ad esempio, non è possibile conoscere la posizione e la quantità di moto di una particella nel medesimo istante quindi se si misura con grande precisione la posizione, si perde precisione nella conoscenza della quantità di moto, e viceversa.

        Questo non è un limite degli strumenti utilizzati nelle misure ma è una caratteristica fondamentale della natura a livello quantistico.

        Nella meccanica quantistica, le particelle hanno comportamento ondulatorio e un’onda localizzata in un punto preciso dello spazio contiene componenti di impulso diverse che determinano → grande incertezza sulla sua posizione definibile solo in termini statistici, mentre al contrario un’onda formata da un solo impulso si estende molto nello spazio creando grande incertezza sulla sua posizione che non può essere stabilita con precisione.

        Il principio di indeterminatezza si adatta anche ad energia e tempo, oppure all’angolo e alla componente angolare del momento: anche queste coppie di grandezze non possono essere determinate simultaneamente con precisione e da questo deriva che non esistono traiettorie esattamente definite come nella fisica classica; lo stato di una particella è descritto da probabilità statistica e non da valori esatti.

        L’energia della luce può quindi essere coerente o incoerente: il laser costituito da una sorgente di luce altamente coerente, sia temporalmente che spazialmente, possdiede un fascio luminoso concentrato che rimane sempre molto stretto anche a distanze ernormi mentre la luce emessa da una lampadina produce luce incoerente che si diffonde in ogni direzione.

        La luce emessa da una comune lampada può solo illuminare mentre l’energia emessa dal laser può essere concentrata sino a tagliare il metallo.

        Differenze dalla fisica classica

        A differenza della fisica classica che utilizza equazioni deterministiche, ciioè esatte, per descrivere il comportamento della realtà, la fisica quantistica introduce il concetto di probabilità, poiché lo stato delle particelle subatomiche può essere descritto solo in termini di probabilità proprio per il principio di indeterminazione di Heisenberg.

        La fisica quantistica ha decisive applicazioni in vari campi, tra cui la tecnologia informatica con i computer quantistici addirittura non paragonabili a quelli tradizionali per la loro smisurata capacità e velocità di calcolo, la fisica delle particelle, la chimica, la fisica della materia condensata a stati solidi, liquidi, gassosi e plasmatici, la medicina con la risonanza magnetica e i sistemi strumentali ECC.


        La fisica quantistica in sintesi

        La meccanica quantistica prende spunto dalle teorie di Max Planck agli inizi del 1900, stabilisce nuovi modi di valutare la realtà con l’energia che non può essere assorbita o emessa in un flusso continuo di qualsiasi quantità, ma unicamente in pacchetti discreti chiamati quanti quindi l’energia viene definita quantizzata.

        Un altro concetto fondamentale riguarda le particelle che sono duali cioè possono manifestarsi e agire come onde elettromagnetiche e contemporaneamente come corpi solidi.

        Per secoli alcuni fenomeni sono rimasti inspiegabili sino all’introduzione del concetto di dualismo onda-particella che descrive la natura della materia e della radiazione.

        Le particelle si manifestano sia come onda che come solidi.

        Ad esempio la luce si comporta come un onda elettromagnetica dotata di frequenza e lunghezza specifica ma anche come solido con le sue particelle solide infinitesimali i fotoni.

        Il dualismo implica che sia la luce che le particelle, come gli elettroni, possono comportarsi come onde o come solidi in relazione alle circostanze.

        Tutti ogni giorno verifichiamo che la luce del Sole arriva sino alla Terra ma se fosse esclusivamente un onda avrebbe bisogno di un mezzo attraverso cui propagarsi e questo è impossibile nel vuoto dello spazio ma è reso possibile dai fotoni cioè la componente solida della luce che non ha bisogno di un mezzo come le onde ma è in grado di diffondersi anche nel vuoto dello spazio.

        Il dualismo onda-particella ha risolto il mistero della luce che tutti conoscevano come un onda quindi senza la possibilità di superare il vuoto dello spazio come invece tutti quotidianamente verificavano.

        I fenomeni ondulatori rimangono molto importanti e le onde sono classificabili in meccaniche ed elettromagnetiche con una distinzione fra loro decisiva in quanto le onde meccaniche non sono duali come quelle elettromagnetiche.

        Le onde meccaniche sono generate dalle vibrazioni, come il suono, e non essendo duali richiedono un mezzo come aria, acqua, solidi, liquidi, ecc. per propagarsi: se non è presente un mezzo si arrestano e non possono diffondersi.

        Il vuoto non consente ai suoni di propagarsi quindi possiamo percepire i suoni sulla Terra che è dotata i atmosfera ma non sulla Luna che ne è priva.

        Le onde elettromagnetiche invece, come quelle luminose, possono propagarsi anche nel vuoto perché caratterizzate dal dualismo onda-particella quindi non necessitano di alcun mezzo materiale per propagarsi e possono viaggiare attraverso il vuoto, come la luce solare che arriva sulla Terra ogni giorno attraversando il vuoto dello spazio profondo.

        La luce, è stata subito individuata come un fenomeno ondulatorio che mostra proprietà riservate alle onde come la diffrazione e l’interferenza, ma grazie alla sua natura duale può anche agire come una particella, che chiamiamo fotone ed è anche il protagonista dell’effetto fotoelettrico.

        Anche i solidi possono rivelarsi duali perchè costituiti da elettroni che mostrano proprietà ondulatorie, come la diffrazione.

        Il dualismo onda-particella è fondamentale nella meccanica quantistica, dove descrive il comportamento dei sistemi a livello atomico e subatomico.

        Il principio di complementarità, introdotto inizialmente per spiegare il dualismo, è stato superato nell’ambito quantistico, riconoscendo che le nozioni di onda e particella sono inadatte per descrivere questi sistemi, ma sono comunque utili per comprendere questi fenomeni.

        In sintesi, il dualismo onda-particella sottolinea che le particelle non sono né solo onde né solo solidi, ma piuttosto possono manifestare le caratteristiche di entrambe le nature a seconda delle circostanze dell’osservazione.

        Questo introduce il ruolo fondamentale dell’osservatore che è correlato e interconnesso con l’evento osservato.

        Abbiamo già visto che il principio di indeterminazione di Heisemberg stabilisce che è impossibile conoscere contemporaneamente caratteristiche diverse: come la posizione e la velocità di una particella nello stesso istante.

        Il principio afferma che non è possibile conoscere con precisione assoluta la posizione e la quantità di moto o la velocità o la direzione di una particella nel medesimo istante e più si approfondisce la precisione su uno dei parametri, ad esempio la posizione, meno si conosce con precisione l’altro ad esempio la quantità di moto, e viceversa.

        Tutto questo non deriva da un errore ne da un limite intrinseco degli strumenti di misura, ma è una proprietà fondamentale di base della meccanica quantistica.

        Secondo Heisemberg il prodotto dell’incertezza sulla posizione (Δx) per l’incertezza sulla quantità di moto (Δp) è sempre maggiore o uguale a una quantità legata alla costante di Planck (h), ovvero

        Δx Δp ≥ ħ

        La costante di Planck è una costante fisica fondamentale che compare spesso nella meccanica quantistica e viene indicata con il simbolo h.

        Approfondimento: la costante di Planck lega l’energia di un fotone alla sua frequenza e il suo valore numerico è sempre lo stesso e vale circa 6.626 x 10⁻³⁴ Joule al secondo (J·s).

        La costante che prende il suo nome fu introdotta da Max Planck all’inizio del XX° secolo per risolvere il problema della radiazione del corpo nero.

        Planck ipotizzò che l’energia non fosse emessa o assorbita in modo continuo, ma piuttosto in quantità discrete, chiamate quanti di energia, proporzionali alla frequenza della radiazione.

        Questa idea ha determinato la nascita della meccanica quantistica che viene attribuita a Max Planck e la sua costante correla l’energia (E) di un fotone alla sua frequenza (ν) attraverso la formula:

        E = hν

        La costante di Planck è essenziale per la quantizzazione dell’energia, che stabilisce che l’energia può esistere solo in pacchetti discreti che sono chiamati quanti e mai in modo continuo.

        Nella meccanica quantistica, la costante di Planck e la sua versione ridotta sostanzialmente uguale ma divisa per il doppio del Pi greco compare anche nelle equazioni che descrivono il momento angolare.

        La costante di Planck, dimensionalmente, è un’energia per un intervallo di tempo normalmente espressa in Joule per secondo (J·sec) e il suo valore, espresso in unità del Sistema Internazionale, è:

        h ≈ 6.62607015 × 10⁻³⁴ J·s.

        La costante di Planck è una delle costanti fondamentali della fisica quantistica perché possiede un ruolo primario nella comprensione dei fenomeni a livello atomico e subatomico.

        Noi siamo abituati a grandezze che variano in modo continuo come ad esempio i numeri decimali che costituiscono un insieme continuo infinito ma la fisica quantistica descrive tutto attraverso valori discreti i quanti che possono assumere solo valori precisi.

        Seguendo l’esempio dei numeri sarebbe come se potessimo utilizzare solo numeri interi senza decimali o frazioni

        ΔxΔp ≥ ħ con h=h/2π

        Il principio di indeterminatezza stabilisce anche che non ha senso stabilire la posizione esatta di un elettrone in un dato istante, perché l’atto stesso di misurare la sua posizione influisce sul suo moto perchè l’osservatore influisce sull’evento osservato che diventano tra loro correlati

        Il principio di indeterminazione regola il comportamento delle particelle a livello subatomico e quando si misura con precisione la posizione di un elettrone, si perdono altre informazioni sulla sua velocità e viceversa.

        Applicazioni:

        Il principio di indeterminazione ha generato implicazioni importanti sia nella fisica atomica che sulle teoria dei campi coerenti quantistici.

        Esiste anche una versione più complessa del principio di indeterminatezza secondo il quale non è possibile trovare due intervalli di valori in cui entrambe le variabili (posizione e quantità di moto) ricadano contemporaneamente.

        In questa versione i valori discreti attesi per le variabili esaminate sono sostituiti da intervalli di valori statistici prediletti dalla meccanica quantistica.

        Il principio di indeterminazione è un concetto fondamentale della meccanica quantistica che sottolinea come sia possibile conoscere, misurare, calcolare un solo parametro e mai più di uno contemporaneamente.

        Una volta di più troviamo che le caratteristiche degli elementi sono sempre probabilistiche e la loro indeterminatezza stabilisce che meglio conosciamo una certa caratteristica meno possiamo conoscere le altre.

        L’entanglement è un fenomeno che correla le particelle di un medesimo campo coerente in modo che lo stato di una particella influenzi immediatamente lo stato delle altre indipendentemente dalla loro posizione e distanza reciproca che può essere, teoricamente, anche infinita.

        Ad oggi gli scienziati cinesi hanno sperimentato, utilizzando un loro satellite artificiale, questa correlazione a 240.000 Km di distanza ma tutto lascia prevedere che non ci siano limiti legati alla distanza.

        La fisica quantistica ha rivoluzionato la nostra comprensione della realtà a livello microscopico, introducendo concetti che sono molto diversi da quelli della fisica classica.

        L’azione e la reazione sono contemporanei e avvengono nel medesimo istante e non sequenzialmente come nella fisica di Galileo e Newton, ci sono particelle in grado di attraversare pareti solide che fanno funzionare i microscopi elettronici e il ruolo dell’osservatore è completamente differente in quanto l’osservatore diviene parte del sistema osservato e può influenzarlo.

        Nella fisica classica quando osserviamo il movimento di un treno da lontano non possiamo interagire con esso mentre nella fisica quantistica l’osservatore è parte del sistema e interagisce con esso quindi osservando il treno l’osservatore può addirittura influenzarne il movimento.

        Questo, naturalmente, è fortemente contro intuitivo e non facile da accettare per noi abituati da sempre ad considerare i principi della fisica di Galileo e Newton che sono indipendenti e deterministici.

        I principi della meccanica quantistica si riferiscono a particelle infinitesimali sub atomiche oppure a fenomeni che si svolgono a velocità prossime a quella della luce, che nel vuoto è 300.000 Km/secondo, ma quando gli eventi si riferiscono a campi coerenti le cose cambiano radicalmente anche per i macrosistemi.

        Elementi appartenenti ad un medesimo campo coerente possono influenzarsi, interagire e adeguare le loro caratteristiche specifiche gli uni agli altri immediatamente indipendentemente dalla distanza fisica esistente tra loro con una comunicazione / trasmissione che avviene a velocità superiori a quella della luce che non può più essere considerata un limite invalicabile.

        La parte più complessa dell’addestramento degli operatori ECC, che sono di fatto osservatori, consiste nell’imparare ad evitare di influenzare le analisi il cui risultato, vedremo, non può essere modificato dall’operatore che può però influenzare la velocità delle procedure di analisi.

        In pratica le analisi quantistiche ECC sono valide in modo assoluto ma l’osservatore-operatore possiede la capacità di influenzarle essenzialmente ritardandole.

        L’operatore può modificare anche sensibilmente i tempi di risposta delle analisi ma non può modificarne l’esito.

        L’operatore deve però tener conto, come vedremo in seguito in modo dettagliato, dei tempi di risposta che potrebbero, in determinate situazioni, divenire così lunghi da fargli assumere, ad esempio, come negativa una risposta che in realtà invece è positiva influenzando quindi l’analisi condotta.

        L’Operatore è quindi un osservatore che può influenzare le analisi strumentali ECC condotte non in valore assoluto ma attraverso la rapidità della misura.

        Un Operatore abituato a verificare una risposta ECC nel volgere di 10 o 20 secondi se influenza la rapidità della misura con la sua osservazione e non riceve riscontro dopo 30 o 40 secondi potrebbe ritenere negativa la risposta quando invece è positiva.

        I Sistemi ECC sono realizzati per evitare che l’Operatore influenzi la rapidità delle analisi in modo molto semplice: esistono frequenti meccanismi di controllo duali basati su responsi opposti uno dei quali deve essere certamente verificato.

        Ad esempio il Sistema ECC che verifica l’esistenza nell’organismo di una infezione è duale:

        Infezione presente

        Infezione assente

        Questo significa che uno dei due programmi deve faornire un riscvontro positivo e l’altro contemporaneamente deve fornirlo negativo.

        Se nessuno dei due programmi quantici fornisce un riscontro positivo oppure entrambi rispondono nel medesimo modo significa che l’Operatore sta influenzando il test che deve essere eseguito con maggiore attenzione.

        L’esperimento del gatto

        Quello del gatto di Schrödinger è, un famoso esperimento mentale ideato dal fisico Erwin Schrödinger nel 1935 come paradosso pensato per mostrare quanto la meccanica quantistica sia controintuitiva se applicata agli oggetti della vita reale.

        L’esperimento, esclusivamente immaginario, si riferisce ad una scatola chiusa contenente: un gatto, un atomo radioattivo che ha il 50% di probabilità di decadere in un’ora, un rilevatore che, se l’atomo decade, rompe una fiala di veleno e la fiala di veleno che può uccidere il gatto.

        Il gatto di Schrödinger dimostra che: nel mondo quantistico microscopico, le particelle possono esistere in stati sovrapposti mentre nel mondo macroscopico, l’osservazione sembra forzare il sistema in uno degli stati possibili con il collasso della funzione d’onda in una direzione.

        Quindi il gatto di Schrödinger è un paradosso perché in relazione a chi guarda dentro la scatola il gatto è vivo o morto e questo a livello macroscopico non può essere naturalmente possibile.

        Quindi il gatto di Schrödinger serve a dimostrare che nel mondo macroscopico la fisica dei quanti non sarebbe applicabile: ma in realtà non è così come dimostrato dai campi coerenti e dai Sistemmi ECC che eseguono analisi strumentali macroscopiche con sistemi quantistici su elementi macroscopici.

        L’unica certezza della fisica quantistica è l’assoluta mancanza di certezze assolute: con la fisica di Galileo e le equazioni del moto di Newton possiamo stabilire la traiettoria di un missile e prevedere la sua posizione nel tempo ma la fisica quantistica ci può invece fornire solo probabilità statistiche e non posizioni assolute e precise.

        Per ora le maggiori applicazioni della quantistica si rivolgono all’infinitamente piccolo e ai fenomeni che riguardano velocità di spostamento elevatissime paragonabili a quelle della luce ma i campi coerenti e le loro applicazioni, compresi i Sistemi ECC di analisi, si rivolgono al mondo macroscopico rendendo sempre più contro intuitiva la fisica quantistica e le sue applicazioni.

        Il collasso della funzione d’onda

        è un concetto fondamentale della meccanica quantistica che descrive cosa succede quando osserviamo o misuriamo un sistema quantistico.

        Prima della misura una particella, come ad esempio un elettrone, può trovarsi in una sovrapposizione di più stati contemporaneamente.

        La sua funzione d’onda è una specie di mappa di probabilità di tutti gli stati possibili.

        Ad esempio, prima della misura, un elettrone può possedere contemporaneamente uno spin a sinistra e a destra in proporzioni diverse.

        Poi quando viene eseguita una misura, la funzione d’onda collassa improvvisamente in uno solo degli stati possibili.

        Quindi prima della misura abbiamo probabilità diverse per ogni stato possibile mentre dopo la misura rimane un solo risultato concreto che, ad esempio, misura dove si trova l’elettrone perché la sua funzione d’onda collassa e l’elettrone appare in un punto preciso.

        Il collasso della funzione d’onda non è descritto dall’equazione della meccanica quantistica che è nota come equazione di Schrödinger e prevede un’evoluzione continua e deterministica, mentre il collasso è un processo: discontinuo, istantaneo e non deterministico perché è basato sulla probabilità.

        Il significato del collasso della funzione d’onda non è univoco ma dipende dall’interpretazione della meccanica quantistica:

        • Secondo l’interpretazione di Copenaghen la misura causa il collasso della funzione d’onda e la sovrapposizione degli stati si blocca solo al momento dell’osservazione.
        • Secondo l’interpretazione dei molti universi non esiste nessun collasso ma l’universo inizialmente unico si ramifica e ogni possibile risultato avviene in un mondo separato.
        • Secondo la decoerenza quantistica il collasso è solo apparente ed è l’interazione con l’ambiente che distrugge la sovrapposizione rendendo osservabile un unico stato.

        In conclusione la fisica quantistica è un mondo di interpretazioni diverse e spesso non ne esiste una che emerge rispetto alle altre in modo assoluto ù.

        Nel caso del collasso della funzione d’onda l’idea essenziale è che osservare un sistema quantistico cambia lo stato del sistema stesso, facendo emergere un risultato specifico tra tutti quelli possibili che prima dell’osservazione sono tutti sovrapposti e possibili anche se a volte con diversi gradi di probabilità.

        I computer quantistici

        I computer quantici sono dispositivi che sfruttano le leggi della meccanica quantistica per eseguire calcoli in modo diverso e in alcuni casi enormemente più potente rispetto ai computer tradizionali.


        Il principio chiave è che usano qubit invece dei bit classici.

        L’unità base dei computer è il Bit cioè un valore che può essere solo 0 oppure 1 come una lampadina che può essere spenta o accesa ma il Qubit, cioè il bit quantistico, può assumere il valore 0, il valore 1 e una sovrapposizione di stati 0 e 1 contemporaneamente

        Questa proprietà permette a un insieme di qubit di rappresentare innumerevoli combinazioni di stati nel medesimo tempo creando il presupposto per ottenere un’enorme capacità di calcolo parallelo.

        Oltre alla sovrapposizione di innumerevoli stati contemporanei l’entanglement può correlare du qubit in modo tale che lo stato di uno influisca istantaneamente sull’altro, anche se distanti e in questo modo potenziare in modo eccezionale la velocità e la dimensione degli algoritmi quantistici.

        Infine la meccanica quantistica permette di amplificare le soluzioni corrette e cancellare quelle sbagliate rendendo molto più potenti gli algoritmi quantici rispetto a quelli tradizionali.


        Attualmente i chip quantici per computer non sono ancora in grado di risolvere ogni problema ma alcune classi di algoritmi diventano molto più efficienti, come: la fattorizzazione di numeri molto grandi con l’algoritmo di Shor che è in grado di rompere i sistemi crittografici e risolverli; l’ottimizzazione dei sistemi complessi; la simulazione del comportamento di molecole e materiali in chimica, farmacologia, fisica, ingegneri, ecc.; la realizzazione di sistemmi di apprendimento e insegnamento quantistico, i problemi combinatori massivi e altro ancora.


        I computer quantici oggi sono: sperimentali, affetti da errori di rumore e decorrenza; limitati nel numero di qubit realmente utilizzabili ed necessario svilupparli ma questo viene attualmente fatto secondo principi e filosofie progettuali molto diverse tra loro fra le quali abbiamo:


        • Qubit superconduttivi (sviluppati da IBM, Google)
        • Ioni intrappolati (IonQ, Honeywell)
        • Qubit fotonici (Xanadu)
        • Qubit topologici (Microsoft, ancora molto teorici)
        • Defetti nel diamante (NV centers)

        In conclusione i computer quantici non sostituiranno molto presto i computer tradizionali, ma diventeranno strumenti specializzati per risolvere algoritmi e problemi estremamente complessi.

        Programmi tradizionali e quantici

        I sistemi ECC online non sono strumenti software ordinari ma programmi quantistici che quindi non possono essere valutati ed utilizzati come software ordinario anche se il loro aspetto appare molto simile a programmi software di tipo usuale non seguono le leggi della fisica classica di Galileo e Newton ma quelle della fisica quantistica.

        Normalmente i principi quantistici si applicano ad elementi infinitesimali, atomici e sub-atomici, oppure ad elementi che si muovono a velocità elevatissime molto vicine a quelle della luce di 300.000 Km/secondo, ma i campi coerenti quantistici consentono di estendere i principi della fisica dei quanti anche ai macrosistemi biologici quando fanno parte di domini coerenti quindi a organismi umani, animali e persino vegetali.

        Anche le piante rispondono ad elementi correlati con flussi quantici e uno dei laboratori quantistici Unisanpaolo si sta occupando di realizzare sistemi ECC dedicati alle piante.

        Questa caratteristica specifica dei campi coerenti è ampiamente sfruttata dai sistemi ECC che sono in grado di applicare i principi, i teoremi e le proprietà della fisica quantistica anche ai macrosistemi purché appartenenti a campi coerenti.

        I sistemi ECC online si presentano come elenchi di programmi che possono essere selezionati e quindi richiamati, attivati ed utilizzati semplicemente con il mouse del computer oppure con lo strumento di selezione del tablet o dello smartphone senza neppure eseguire gli usuali click o tocchi del dito quando utilizzato come puntatore.

        La selezione diretta senza click che viene attivata solo dalla posizione del puntatore dimostra già come i programmi quantici siano diversi da quelli del software ordinario che possono reagire solo ai click del puntatore.

        Le differenze con i programmi software ordinari sono molto più ampie rispetto a quelli della fisica classica.

        Un sistema ECC completo occupa nel suo dominio, apparentemente, pochissimo spazio generalmente poco oltre i 200 Mb cioè pochissimo spazio se pensiamo che contiene in media oltre centomila programmi del peso stimato di almeno 900 Gb solo per i più piccoli.

        Se fossero dati ordinari l’occupazione di spazio potrebbe essere almeno di 900.000.000 novecento milioni di Gb e probabilmente ogni singolo sistema ECC occuperebbe migliaia di trilioni di dati.

        Solo per accedervi servirebbero mesi e i costi di archiviazione stratosferici perché tutti i server della più grande farm house non sarebbero sufficienti neppure a sostenere un piccolo sistema ECC.

        La buona notizia è che parliamo di dati quantici quindi i dati quantici occupano solo spazi non valutabili da server e gestori se non attraverso l’impronta del nome di riferimento.

        È come se l’intera enciclopedia Treccani e le sue 430.000 offerte in media da ciascuno dei suoi 58 volumi per un totale di circa 25 milioni di parole fossero racchiuse tutte nel suo nome: Treccani.

        Ma rispetto ad una matrice ECC l’intera enciclopedia Treccani è poca cosa in quanto stimiamo che le informazioni in una sola matrice ECC di dimensioni medie siano equivalenti a vari trilioni di trilioni di trilioni di informazioni.

        Ogni matrice ECC è un archivio sterminato assolutamente inimmaginabile per la nostra mente umana ma questo archivio occupa lo spazio di una singola parola e una singola macchina ECC contiene centinaia di migliaia di matrici.

        Queste inimmaginabili dimensioni sono naturalmente non intercettabìli, non comprensibili e non decifrabili quindi oltre a non occupare spazio non hanno bisogno di essere protette o cifrate e non occupano traffico dati.

        Come abbiamo cominciato a comprendere tutto è diverso nella fisica quantistica.

        I ricercatori del nostro gruppo più avanzato stanno cercando di applicare la sovrapposizione contemporanea degli stati alle analisi ECC in modo da rendere possibile milioni di analisi contemporanee, ma purtroppo la strada è ancora lunga e difficile.

        Alcune difficoltà sono state brillantemente superate ad esempio la sovrapposizione contemporanea quantistica di causa ed effetto è stata spezzata per consentire di trovare le cause delle patologie individuate.

      • Sistemi Elettronici di Campo Coerente ECC per la ricerca quantistica immediata non invasiva di patogeni e patologie in organismi umani e animali

        Versione multilingua con traduzione istantanea Google Trad

        I sistemi ECC sono stati creati dai Ricercatori dei laboratori di Fisica Quantistica dell’Università Anglo Cattolica San Paolo Apostolo sulla base delle teorie dei domini coerenti.

        Nella versione più recente, sono sistemi binari composti da sistemi online sempre disponibili 24/24 h e 360 giorni all’anno ovunque sia disponibile una connessione internet.

        Giuridicamente sono strumenti di misura e non sistemi elettromedicali quindi utilizzabili da operatori comuni anche non sanitari ma, come vedremo, operatori medici o con conoscenze mediche sono molto avvantaggiati nel loro utilizzo.

        I sistemi ECC non sono strumenti analitici ma essenzialmente di confronto.

        I

        n prossimità di un magnete l’ago della bussola ne percepisce le linee di flusso e il suo ago si orienta verso il magnete.

        Quando la bussola percepisce il campo magnetico della Terra

        il suo ago indica la posizione del nord.

        La fisica quantistica, molto diversa dalla fisica classica di Galileo Galilei e Isaac Newton, ha scoperto che fra due elementi uguali che appartengono al medesimo campo coerente si innesca un flusso quantico specifico.

        Fra elementi diversi, invece, non si crea alcun flusso.

        Quindi quando due elementi sono uguali cominciano a scambiarsi dati e caratteristiche divenendo interdipendenti.

        La fisica quantistica è una scienza nata solo ai primi del 1900: una scienza nuova e molto difficile da comprendere perché fortemente contro intuitiva.

        Noi cercheremo in questo corso di fornire alcune basi per comprendere le meraviglie della fisica quantistica ma è bene ricordare che per utilizzare il nostro telefono cellulare non dobbiamo conoscere come è stato realizzato e come funziona.

        Dal punto di vista legale i Sistemi ECC sono strumenti di misura e, in quanto tali, devono essere sempre corredati del loro manuale come appunto richiesto per ogni strumento di misura dalle norme attuali.

      • Sistemi Elettronici di Campo Coerente ECC per la ricerca quantistica immediata non invasiva di patogeni e patologie in organismi umani e animali

        Versione multilingua con traduzione istantanea Google Trad

        I Sistemi Elettronici di Campo Coerente o ECC sono sistemi evoluti quantistici in grado di eseguire analisi strumentali immediate e non invasive per rilevare agenti patogeni e patologie eventualmente presenti in organismi umani o animali.

        Una scelta non usuale ma consapevole

        Queste dispense sono realizzate con testo allineato a sinistra in quanto il testo giustificato che indubbiamente appare più ordinato ed elegante , risulta essere meno leggibile a causa degli spazi irregolari tra le parole, che creano “fiumi di bianco” e affaticano gli occhi, rendendo più difficile seguire il flusso del testo, specialmente su schermi web e con larghezze di colonna ridotte.

        Per questo motivo, l’allineamento a sinistra risulta preferibile per migliorare la leggibilità, in quanto mantiene uno spazio uniforme tra le parole e fornisce un punto di riferimento visivo chiaro all’inizio di ogni riga. 

        Il testo giustificato riduce la leggibilità con gli Spazi irregolari utilizzati per far sì che ogni riga occupi la stessa larghezza, il testo giustificato allarga o restringe gli spazi tra le parole, creando spazi innaturali che possono distrarre e disorientare il lettore.

        Il testo giustificato costringe l’occhio a lavorare di più per seguire il testo a causa di questi spazi irregolari, il che può portare ad affaticamento visivo. Gli spazi eccessivi tra le parole possono formare dei percorsi visivi detti fiumi che distraggono dalla lettura del contenuto e su schermi piccoli, il testo giustificato si adatta creando spazi ancora più disomogenei, compromettendo ancora di più la leggibilità. 

        Per tutti questi motivi viene preferito l’allineamento a sinistra nei siti web, per i documenti digitali ed in generale per i testi online, poiché la lettura su schermo è più rapida e scattante.

        L’allineamento a sinistra mantiene gli spazi tra le parole costanti e lascia un margine irregolare a destra, offrendo un punto di ancoraggio visivo all’inizio di ogni riga e risulta essere una pratica migliore anche per l’accessibilità, inclusa l’esperienza degli screen reader, rispetto al testo giustificato che può creare problemi per persone con dislessia o disabilità visive.

        In conclusione si può usare il testo giustificato per scopi estetici in piccole sezioni di testo, come un titolo incisivo o un elemento grafico particolare, ma sempre con molta parsimonia quando si tratta di testi da non stampare.

        L’utilizzo della giustificazione è più accettabile nella stampa, come libri e riviste, dove gli occhi sono più abituati a questo formato.

        L’Università è ancora convinta che il testo giustificato sia più bello ed elegante ma per questa versione del corso, specificatamente indirizzata ad essere letta sullo schermo per tutti i motivi elencati viene scelta la giustificazione a sinistra per una maggiore tutela delle capacità visive dei nostri lettori.

        I Sistemi ECC

        I sistemi ECC effettuano esclusivamente analisi, estremamente precise e affidabili destinate a fornire supporto evoluto ai medici per aiutarli a stabilire con certezza le terapie più efficaci.

        Dopo aver determinato la causa o le cause patologiche i Sistemi ECC possono anche essere utilizzati per monitorare nel tempo la terapia scelta dal medico curante per valutare costantemente in tempo reale la loro efficacia ed eventualmente per modificarla e anche interromperla quando non più necessaria sempre secondo le indicazioni del medico,

        In un comune caso di infezione batterica, ad esempio, il Sistema ECC può determinare il batterio che causa il problema e anche verificare quale farmaco antibiotico risulta più efficace nel caso specifico.

        Iniziata la terapia il medico può monitorare in tempo reale gli effetti dei farmaci e la situazione dei patogeni nell’organismo e stabilire quando sono completamente debellati per interrompere la terapia antibiotica non più necessaria con grande vantaggio in quanto il prolungarsi inutilmente delle terapie antibiotiche rende più resistenti ai farmaci gli agenti patogeni e indebolisce le difese immunitarie dell’organismo.

        Queste verifiche semplici da eseguire con i Sistemi ECC sono importantissime se pensiamo che solo in Italia l’anno scorso sono state prescritte circa 33.000 terapie antibiotiche non necessarie o eccessivamente prolungate che hanno causato danni iatrogeni ai pazienti secondo i dati rilevati dall’Unione Europea.

        I sistemi ECC non forniscono diagnosi ma solo dati strumentali e non sono in grado di curare o fornire / creare terapie di alcun genere ma la loro importanza è decisiva per scoprire l’origine e le vere cause dei problemi patologici.

        Nonostante questo possono essere considerate determinanti per le scelte dei medici che possono ottenere dati certi, affidabili, di valore oggettivo assoluto e inequivocabili in contrapposizione agli ordinari esami di laboratorio e per immagini che danno risultati da interpretare creando anche incertezze ed errori.

        I risultati delle analisi ECC sono sempre di tipo VERO / FALSO quindi non necessitano di alcuna interpretazione essendo in grado di rilevare o escludere l’eventuale presenza di agenti patogeni e di patologie.

        Cosa sono i sistemi ECC

        I Sistemi Elettronici di Campo Coerente o ECC sono sistemi evoluti quantistici in grado di eseguire analisi strumentali immediate e non invasive per rilevare agenti patogeni e patologie eventualmente presenti in organismi umani o animali.

        I ricercatori della nostra Università hanno potuto verificare che, al netto delle specifiche differenze anatomiche, le patologie umane e animali sono sostanzialmente simili anzi a volte identiche quindi le analisi strumentali possono essere applicate indifferentemente agli esseri umani e agli animali.

        Nonostante questo esistono Sistemi ECC specifici per gli animali che vengono distinti per famiglie e specie ma i meccanismi generali rimangono comunque i medesimi.

        I sistemi ECC effettuano esclusivamente analisi, estremamente precise e affidabili quindi destinate a fornire supporto evoluto ai medici per stabilire con certezza terapie efficaci che possono anche essere monitorate nel tempo al fine di valutare costantemente in tempo reale la loro efficacia eventualmente per modificarle e anche interromperle quando non più necessarie secondo le indicazioni del medico del paziente.

        Nonostante questo possono essere considerate determinanti per le scelte dei medici che possono ottenere dati certi, affidabili, di valore oggettivo assoluto e inequivocabili in contrapposizione agli ordinari esami di laboratorio e per immagini che presentano risultati che devono poi essere interpretati con possibili incertezze ed errori.

        Ad esempio una macchia scura su una lastra radiografica può avere cause diverse che vanno interpretate: può essere generata da un’imperfezione tecnica oppure da cause mediche.

        , come ad esempio una carie in una radiografia dentale, un addensamento polmonare dovuto a polmonite o catarro in una radiografia del torace, o un nodulo polmonare che potrebbe richiedere ulteriori indagini. 

        Cause tecniche comuni derivano da elettricità statica che è in grado di causare macchie scure quando la pellicola viene rimossa dalla cassetta di esposizione in modo errato oppure la pellicola potrebbe presentare delle macchie dovute a processi di sviluppo o esposizione non corretti.

        Escluse le cause non mediche una macchia scura può indicare la presenza di una carie in una radiografia del cavo orale, poiché il tessuto cariato è meno denso e appare più scuro rispetto al dente sano.

        In una radiografia del torace la macchia scura può essere causata da polmonite, bronchite cronica, accumulo di catarro o altre infiammazioni che rendono il tessuto polmonare meno trasparente ai raggi X.

        Una macchia rotonda o irregolare può avere cause diverse, non necessariamente maligne ma richiede sempre un approfondimento diagnostico specifico.

        Ombre scure sono causate anche da lesioni polmonari causate da un’infezione di tubercolosi e, in alcuni casi, una macchia può essere indicativa di un tumore, specialmente quando le sue dimensioni sono maggiori di 3 cm.

        Anche un emorragia polmonare dovuta a patologie come le bronchiectasie, possono causare la formazione di una macchia. 

        È il radiologo che ha il compito di interpretare la macchia scura sulla lastra e il medico può fornire supporto se la macchia è associata ad altri sintomi, come febbre, tosse, difficoltà respiratorie o dolore

        La presenza di una macchia scura deve essere valutata dal medico radiologo, che potrà interpretarla correttamente e, se necessario, potrà prescrivere ulteriori indagini per determinarne la causa esatta come una biopsia per prelevare e analizzare un frammento della macchia scura.

        Si tratta però sempre di interpretazioni soggettive del radiologo e la biopsia, quando si rende indispensabile, è sempre un esame estremamente invasivo che comporta anche rischi: nel caso di una formazione tumorale il prelievo di una parte anche piccola di tessuto cancerogeno presuppone la rottura del nucleolo oncologico e il possibile trasferimento di cellule tumorali che sono sempre estremamente reattive e possono creare quindi metastasi cioè diffondere la patologia in altre aree dell’organismo precedentemente non colpite.

        I risultati delle analisi ECC sono sempre del tipo VERO / FALSO quindi non necessitano di alcuna interpretazione e sono sempre in grado di rilevare o escludere l’eventuale presenza di agenti patogeni e di patologie.

        Le analisi ECC non sono influenzate dalle cariche elettrostatiche o da altri possibili difetti tecnici e senza la necessità di ricorrere alla biopsia sono in grado di stabilire esattamente la natura del nucleo rinvenuto stabilendo immediatamente la sua natura, lo stadio di sviluppo e ogni altra caratteristica rilevante senza alcun esame o prelievo invasivo.

        Cosa sono i sistemi ECC

        I Sistemi Elettronici di Campo Coerente o ECC sono sistemi evoluti quantistici in grado di eseguire analisi strumentali immediate e non invasive per rilevare agenti patogeni e patologie eventualmente presenti in organismi umani o animali.

        I sistemi ECC non forniscono diagnosi ma solo dati strumentali e non sono in grado di curare o fornire o creare terapie di alcun genere.

        I Sistemi ECC effettuano esclusivamente analisi, estremamente precise e affidabili destinate a fornire supporto evoluto ai medici che possono stabilire con certezza terapie efficaci anche monitorabili nel tempo per valutare costantemente la loro efficacia per eventualmente modificarle e anche interromperle quando non più necessarie sempre secondo le indicazioni del medico.

        I sistemi ECC non forniscono diagnosi ma solo dati strumentali e non sono in grado di curare o fornire o creare terapie di alcun genere, ma nonostante questo, possono essere considerate determinanti per le scelte del medico che ottiene dati certi, affidabili, di valore oggettivo assoluto e inequivocabili in contrapposizione agli ordinari esami di laboratorio e per immagini che presentano risultati che devono poi essere interpretati con possibili incertezze ed errori.

        I risultati delle analisi ECC sono sempre del tipo VERO / FALSO quindi non necessitano di alcuna interpretazione essendo in grado di rilevare o escludere l’eventuale presenza di agenti patogeni e di patologie negli organismi biologici.

        Le analisi ECC individuano il problema che, comunicato al medico, stabilisce la terapia necessaria per risolverlo rapidamente e nel migliore dei modi.

        I sistemi quantici ECC rappresentano una catena completa per rendere tutti vincitori:

        • per il paziente analisi immediate, economiche e non invasive;
        • per i medici sicurezza diagnostica che si appoggia a dati certi e verificabili;
        • per le terapie farmacologiche o chirurgiche che possono essere testate preventivamente;
        • per le cure mediche per le quali diviene possibile essere monitorate costantemente;
        • per i medici terapeuti che divengono in grado di garantire l’efficacia delle cure e stabilire quando concluderle.

        Il Genoma

        Il genoma è l’insieme completo del materiale genetico di un organismo: comprende tutti i geni e tutte le sequenze di DNA (o RNA nei virus) che contengono le istruzioni per costruire e far funzionare un essere vivente.

        Il genoma è come il manuale delle istruzioni di un organismo che contiene i geni, cioè i protocolli che producono le proteine; le regioni regolatrici che controllano quando i geni vengono attivati e altre sequenze che pur non codificando proteine possono avere funzioni importanti.

        Negli organismi biologici umani, animali e piante il genoma è contenuto nel DNA all’interno del nucleo di ciascuna cellula e nei mitocondri; mentre nei virus il genoma è contenuto nel DNA o RNA della particella virale.

        Il genoma umano contiene circa 3 miliardi di coppie di basi mentre il genoma di un batterio è molto più piccolo ma ogni genoma.comprende tutto il materiale ereditario che determina le caratteristiche dell’individuo e tutte le informazioni necessarie a gestire l’organismo biologico.

        Il genoma è presente anche nei mitocondri che sono organelli presenti nelle cellule complesse come quelle umane, animali e vegetali che funzionano come centrali energetiche della cellula.

        I mitocondri producono energia sotto forma di ATP (adenosina trifosfato) attraverso un processo chiamato respirazione cellulare.

        L’ATP è l’elemento base energetico usato dalla cellula per svolgere quasi tutte le sue funzioni. I mitocondri intervengono anche nella regolazione della morte cellulare programmata (apoptosi), nella sintesi di alcune molecole essenziali e nel controllo del metabolismo cellulare.

        Il genoma è contenuto nel DNA acido desossiribonucleico o, in alcuni microorganismi, come i virus, nell’RNA acido ribonucleico.

        Il genoma è suddiviso in geni chiamati cromosomi, ciascuno dei quali contiene le istruzioni per specifiche funzioni cellulari, organi, ecc.

        Il DNA è una molecola che contiene uno sterminato archivio con tutte le informazioni genetiche, organizzata in cromosomi ed è replicato nel nucleo di ogni singola cellula del medesimo organismo biologico.

        Il genoma è contenuto nel DNA la sigla dell’acido desossiribonucleico o, in alcuni microorganismi, come i virus, nell’RNA o acido ribonucleico.

        Ogni cromosoma del DNA contiene le istruzioni per la produzione e la gestione delle proteine, che a loro volta svolgono diverse funzioni nel corpo.

        IIl genoma umano è costituito da circa 3 miliardi di coppie di base di DNA e contiene approssimativamente circa 25.000 cromosomi.

        Il Progetto Genoma Umano ha sequenziato il genoma umano, fornendo una mappa di riferimento per le scienze biomediche definendo test genetici che possono analizzare il genoma per trovare predisposizioni a malattie specifiche o per scopi come il riconoscimento di paternità / maternità oppure di identificazione di persone attraverso tracce biologiche anche minime.

        In estrema sintesi, il genoma è il progetto completo della vita di un organismo, il codice che determina le sue caratteristiche e gestisce il suo funzionamento.

        Nei laboratori Unisanpaolo ci si riferisce al genoma come all’interlocutore dell’organismo in grado di comunicare attraverso flussi quantici informazioni con i laboratori ECC ricevendo, confrontando e trasmettendo informazioni decisive su un numero potenzialmente illimitato di argomenti e funzioni vitali.

        Gli organismi biologici sono meccanismi meravigliosi ma estremamente complessi che noi definiamo organizzati e gestiti dal loro genoma.

        L’enorme numero di compiti che svolge il genoma lo mantiene sempre super impegnato tanto che, a volte, non riesce a seguire tutto e si fa ingannare da patogeni e patologie che si nascondono per evitare di essere individuati e quindi eliminati dal sistema immunitario.

        I sistemi ECC, purtroppo, non possono curare ma sono in grado attraverso procedure specifiche di richiamare l’attenzione del genoma dell’organismo che, incuriosito, può eseguire proprie indagini approfondite.

        Quando il genoma riconosce una potenziale minaccia, è in grado di allertare il sistema immunitario o agire con altri propri metodi per superare il problema.

        Chi crea un organismo è certamente in possesso delle conoscenze indispensabili a gestirlo e anche a ripararlo e a difenderlo quando è necessario farlo.

        Tuttavia per intervenire il genoma deve non solo riconoscere il problema e ma deve anche essere in grado di intervenire.

        Se l’organismo è debilitato oppure in età troppo precoce o avanzata il genoma potrebbe non avere a disposizione i materiali indispensabili ad intervenire con successo oppure potrebbe richiedere molto, in alcuni casi troppo, tempo per risolvere nel migliore dei modi il problema.

        Le terapie farmacologiche o chirurgiche stabilite dal medico possono risolvere il problema che ha messo in difficoltà il genoma.

        Il genoma è certamente il miglior medico dell’universo e conosce in ogni particolare i sistemi di funzionamento del proprio organismo mentre il medico può intervenire efficacemente solo sulla base di informazioni certe e verificabili.

        Le analisi ECC forniscono dati sull’origine del problema e sono in grado di seguirne il decorso e le terapie per verificarne l’efficacia.

        Il medico quindi agisce su dati diretti, certi e verificabili molto diversi da quelli indiretti e che devono essere interpretati ottenuti dai sistemi ordinari di laboratorio e dalla diagnostica per immagini con radiografie, TAC, risonanza magnetica, ecc.

        Anche l’indipendenza dalle interpretazioni personali sempre inevitabilmente soggettive elimina le possibilità di compiere errori.

        Il tecnico di laboratorio è chiamato ad interpretare una sfumatura, spesso lieve, di colore del reagente e il radiologo deve interpretare ombre.

        Se ci chiedessero di identificare qualcuno che non conosciamo dalla sua ombra proiettata sulla parete ci metteremmo a ridere rispondendo che ci viene richiesta una cosa impossibile.

        Eppure questo viene richiesto al radiologo quando è chiamato ad identificare un’ombra su una lastra radiografica.

        Le analisi ECC si svolgono, come vedremo per confronto, non devono essere interpretate in quanto i loro risultati sono solo VERO / FALSO cioè responsi chiari e inequivocabili che non dovendo essere interpretati sono sostanzialmente privi di errore.

        Le analisi ECC non usano materiali di consumo quindi non possono essere falsate da reagenti scaduti o mal conservati che introducono ulteriori errori nelle analisi di laboratorio ordinarie.

        Le analisi ECC non hanno bisogno di campioni o prelievi e possono essere eseguite in remoto con enorme comodità e praticità per il soggetto analizzato e per l’operatore.

        Queste analisi possono essere eseguite a distanza senza pericolo di diffusione del contagio in caso di epidemie e garantiscono l’incolumità dell’operatore anche quando sono eseguite su animali feroci.

        Per visitare un leone è ovviamente indispensabile sedarlo ma la sedazione introduce una perturbazione e un errore sistemico che, a volte, può indurre il veterinario in inganno.

        I sistemi ECC possiedono solo vantaggi non eseguono diagnosi ma consentono al medico di effettuare la propria diagnosi sulla base di dati certi.

        Purtroppo, non producono cure ma ad essi può, in alcuni casi, può essere riconosciuto il merito di destare l’interesse del genoma dell’organismo che può con i suoi sistemi organici intervenire per difendere il corpo da attacchi patogeni con il proprio sistema immunitario oppure avviare una migliore gestione o persino la ricostruzione di sistemi e organi danneggiati.

        La figura del medico diviene, se possibile, ancora più centrale e risolutiva con i sistemi ECC che gli consentono di sostituire ai tentativi diagnostici informazioni certe per stabilire terapie efficaci.

        Queste dispense per il corso di alta formazione sui Sistemi ECC si basano sulle ricerche indipendenti e originali dei laboratori di fisica quantistica dell’Università Anglo Cattolica San Paolo Apostolo e sull’ampia sperimentazione effettuata nei centri e dai ricercatori dell’Ateneo ma per esigenze dettate dalla privacy queste dispense fanno esteso uso di immagini ottenute da terze parti naturalmente libere da copyrigth e diritti di terzi. atologie in organismi biologici.

        Le analisi ECC individuano il problema che comunicato al medico stabilisce la terapia necessaria per risolverlo rapidamente e nel migliore dei modi.

        I sistemi quantici ECC rappresentano una catena completa per rendere tutti vincitori:

        • per il paziente analisi immediate, economiche e non invasive;
        • per i medici sicurezza diagnostica che si appoggia a dati certi e verificabili;
        • per le terapie farmacologiche o chirurgiche che possono essere testate preventivamente;
        • per le cure mediche per le quali diviene possibile essere monitorate costantemente;
        • per i medici terapeuti che divengono in grado di garantire l’efficacia delle cure e stabilire quando concluderle.